Chiara Raiola

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Una posizione geografica strategica, un territorio forte in tanti settori: in quello della meccatronica (ovvero il connubio tra meccanica ed elettronica), del food, dell’industria alimentare, della moda, della robotica. È un quadro molto positivo quello che emerge dal dibattito “Reggio Emilia dà il meglio” e gli ospiti di Panorama d’Italia raccontano di una provincia ricca di aziende eccellenti, ma lamentano una carenza infrastrutturale cronica oltre che la mancanza di personale qualificato.

Un tessuto economico forte

“Il tessuto economico di Reggio Emilia ha saputo reagire alla crisi - sottolinea Mauro Severi, presidente Unindustria Reggio Emilia - Oggi la disoccupazione è al 4,9% e l’occupazione al 68%. Abbiamo fatto innovazione ed esportato mediamente il 60% di ciò che abbiamo prodotto. Certo, le restrizioni annunciate dal presidente americano ci preoccupano non poco. L’Europa si deve imporre”.

Tante eccellenze che il mondo ci invidia

La straordinaria capacità di guardare al mondo la spiega bene Lorenzo Pinetti, presidente sezione Reggio Emilia Parmigiano Reggiano. “Siamo un consorzio di aziende delle province di Reggio, Modena, Parma e parzialmente di Mantova e di Bologna, governiamo un prodotto tipico di questa zona con quasi mille anni di storia. Fino a 50 anni fa il parmigiano veniva consumato nelle nostre province, oggi il 39% viene esportato soprattutto in Francia, in Germania, in Inghilterra, in Canada e negli Stati Uniti. Siamo passati da 1 milione e 500 mila forme a 3 milioni e 650 mila forme, conservando l’approccio artigianale grazie all’innovazione tecnologica”.

E proprio quest’aspetto viene sottolineato da Alessandro Maggi, direttore generale Officine Ortopediche Rizzoli, quando parla della sua azienda conosciuta in tutto il mondo: “Abbiamo 120 anni di storia, il corpo umano è rimasto più o meno uguale, ma le esigenze sono cambiate. Oggi alle protesi si chiede molto: correre, giocare a tennis, nuotare. Deve essere anche esteticamente bella, da esibire. Oggi la si può perfino stampare a casa in 3D. Il primo mercato sono gli Stati Uniti. Lavoriamo con 170 ospedali in Italia. Ogni anno facciamo 24 mila prestazioni e siamo parte integrante in tutti i percorsi di riabilitazione degli ospedali”.

Se Officine Ortopediche Rizzoli ha cura della persona e della sua mobilità, Iren, un’altra eccellenza reggiana, ha invece l’ambiente come core business: “Lo tuteliamo, cercando di essere i migliori - esordisce il vice presidente Ettore Rocchi - Iren è un’azienda multiservizi del nostro territorio ma anche di Torino e di parte della Liguria: in 95 comuni forniamo gas, acqua, ci occupiamo di igiene urbana e del riciclo dei rifiuti e fatturiamo 3,8 miliardi di euro. Noi reggiani abbiamo dato una traccia che è stata di traino per tutta l’azienda. Crediamo fortemente nella responsabilità sociale d’impresa che sviluppiamo attraverso i comitati territoriali nati per raccogliere le istanze delle associazioni dei cittadini”.

Le eccellenze sul palco di Panorama d’Italia sono molte. Ci sono anche Stampotecnica: “Siamo una settantina di persone fortemente orientate allo sviluppo dei prodotti in materiale plastico”, spiegano. Gli fa eco Errevi System:“Siamo nati 21 anni fa nel settore ITC, stiamo continuando a crescere utilizzando la leva dell’innovazione”.

L’importanza dell’innovazione tecnologica

Ed è da Ibm Italia che arriva il monito a seguire con maggiore impegno la strada della trasformazione digitale: “Nel nostro Paese c’è ancora molto da fare - sottolinea Alessandro Ferrari, responsabile delle relazioni esterne - I dati Istat dicono che il 63% delle aziende si mostra indifferente sul tema, il 22% sensibile ma non ne coglie le opportunità, solo il 3% l’ha realizzata. A Reggio la situazione è decisamente migliore, qui hanno capito che la trasformazione digitale è essenziale per essere competitivi”.

Lo sviluppo del territorio passa per la logistica

Quello che manca alla provincia di Reggio Emilia sono le infrastrutture che le permetterebbero collegamenti fondamentali con la Germania, ma anche con i porti di Ravenna o di Livorno e di La Spezia. Perché sempre più le merci vengono trasportate attraverso le autostrade del mare. Lo racconta nel dettaglio Marcello Di Caterina, direttore generale Alis: “Le linee di cabotaggio nazionali sono sempre più sviluppate e questo territorio diventa strategico per uno sviluppo ulteriore di tutto il sistema logistico”.

Non si deve mai smettere di studiare

Ma non basta. Gli imprenditori presenti hanno tutti sottolineato la carenza di manodopera specializzata. Per questo, ha sottolineato Elio Pariota, direttore generale dell’Università Telematica Pegaso, “non bisogna mai smettere di studiare, di approfondire. Con i mezzi digitali, certo, ma anche con quelli tradizionali: “Abbiamo adottato un libro di testo nel quale vengono trattati i temi etici per stimolare un dibattito sulla cittadinanza attiva. L’università deve essere inclusiva, aperta ai territori e aumentare il livello di coscienza critica”.

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