Il direttore di Panorama Giorgio Mulè ha consegnato 200 libri a due scuole di Ragusa, ultima tappa delle dieci italiane del tour Panorama d'Italia.

Ben 200 testi sono stati regalati all'Istituto superiore Giovanni Verga di Modica e al Lieceo Scientifico Enrico Fermi di Ragusa. Il premio e i relativi diplomi sono stati assegnati agli studenti che hanno partecipato al concorso "100 libri per 1 scuola" scrivendo una recensione giudicata tra le "migliori" arrivare via mail alla redazione del magazine Mondadori.

In più, altri 100 libri sono stati assegnati alla biblioteca dell'ITC Besta di Ragusa per aver partecipato in modo attivo alla tappa.

Qui di seguito i vincitori e i loro scritti.

Federica Gennaro, Melania Ruta - V ES A - Istituto d’Istruzione Superiore “G.Verga” di Modica

"[…] Allo specchio mi vidi inghiottita dal fuoco. La morte sarebbe stata peggiore della vita? Il suicidio è un biglietto per l’inferno. […]": è una delle frasi celebri dell’autobiografia “Schiava di mio marito” di Tehmina Durrani, una giovane donna orientale proveniente da una delle famiglie più influenti del Pakistan.
Tehmina ha sposato in seconde nozze un uomo appartenente al mondo politico, Mustafa Khar, di cui si è innamorata, che però si dimostrerà essere un tiranno. A causa della sua infanzia, segnata da una rigida educazione impartita dalla sua famiglia, matura il forte desiderio di evadere da un mondo oppressivo di cui si sente prigioniera.

Al termine dell’età adolescenziale fugge da quel mondo che vive come ostile, sposando il primo marito, di nome Anees, da cui ha avuto la sua prima figlia, Tania. L’incontro con Anees, sembrava aver messo fine a quell’odissea iniziata dai primi anni della sua vita. Grazie alla nuova vita con il primo marito, sofferenze e dolore sembravano non interferire più nell’esistenza di Tehmina, ma lei si innamorò di un altro uomo che si presentava come una promessa di felicità; tuttavia la relazione con il secondo marito si rivela una nuova terribile odissea. In effetti la sua vita sarà caratterizzata dalle ripetute violenze, fisiche e psicologiche, inflittele dal marito, che si dimostrerà avere due personalità.

Egli nei numerosi atti di violenza, chiedeva perdono alla moglie, che lo perdonava ogni qualvolta cercava di ucciderla sia interiormente che fisicamente. All’ultimo Tehmina riuscirà a mettere fine a questo calvario, ribellandosi all’indole violenta del marito e riuscirà a raccontare in modo coraggioso la sua vita piena di ostacoli. In Oriente il messaggio lanciato dalla giovane donna è stato recepito negativamente: Tehmina è stata criticata per il libro che ha scritto perché questo è stato considerato un’offesa nei confronti del marito. Ciò a causa di una visione discriminante della figura femminile nei paesi orientali.

Il libro vuole far riflettere su come il tema della violenza sulle donne sia recepito in maniera diversa in ogni Paese.
Oggi un libro che tratta questa problematica deve essere conosciuto soprattutto nelle scuole, affinché l’informazione possa far diminuire i casi di violenza femminile e possa essere da tramite per aiutare le vittime a denunciare, qualora esse non ne abbiano il coraggio.

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Alessandro DivitaLiceo Scientifico Statale “E. Fermi” di Ragusa4°A - indirizzo sportivo

Uno dei libri che ho letto quest’anno e che mi ha profondamente colpito è stato l’autobiografia di Malala Yousafzai, intitolata “Io sono Malala“. Questo libro racconta a storia di una giovane studentessa pakistana, dell’età di 16, che si trova in conflitto con la cultura mussulmana, che considera le donne inferiori nei confronti degli uomini; di conseguenza questa tradizione fa sì che le donne non possano studiare o non possano uscire di casa se non accompagnate da un uomo.

Malala, già a soli 11 anni, si “ribella” al regime dei talebani pakistani particolarmente severo nei confronti delle donne, mediante il suo blog; tutto questo la condurrà ad un attentato nei suoi confronti da parte di un leader terrorista, il quale sale sul pullman dove si trovava e le spara tre colpi di pistola, colpendola alla testa. Malala riesce però miracolosamente a salvarsi e da quel momento in poi diventa il simbolo universale per la lotta al diritto delle donne a ricevere un’istruzione. In un’intervista, Malala dirà che non avrà paura di lottare contro nessuno, perché il suo unico scopo è ottenere la concessione all’istruzione anche alle donne.

Nel 2014 Malala ha vinto il premio Nobel per la pace, diventando così a soli diciassette anni la più giovane vincitrice di un Nobel. Ebbene, secondo me, questo è un libro da leggere in una classe, perché inviterebbe tutti a riflettere sul fatto che il mondo non è tutto uguale, perché sappiamo che in moltissimi paesi ci sono determinati diritti e svariate forme di libertà, ma sappiamo anche che gli stessi non esistono in un’altra parte del mondo. Questo non vuol dire che se un paese ha questi problemi, deve essere abbandonato a se stesso; al contrario, i paesi che godono di questi privilegi, fondamentali per i diritti umani, dovrebbero fare qualcosa per gli altri.

Deve fare riflettere il fatto che una ragazza, già a undici anni possa riuscire a farsi sentire, nonostante corra il rischio di essereuccisa; il messaggio quindi che dobbiamo comprendere è che nella vita non dobbiamo mai sottometterci a nessuno e in nessun caso, ricordando che più si e piùfacile è riuscirci. Io penso che questo libro sia appropriato per l’utilizzo in ambito didattico, basti pensare ai collegamenti che si potrebbero fare con varie materie (specialmente umanistiche); ad esempio: in storia si collegherebbe al tema delle disuguaglianze nel mondo; in filosofia si potrebbe studiare il pensiero di questa cultura e cosa spinge questi individui a determinati comportamenti; in diritto, lo studio dei diritti fondamentali delle persone. 

In effetti pensandoci bene, questo non è solamente un libro di una ragazza che cerca disperatamente di essere trattata alla pari di tutti, ma un modello da prendere a riferimento per capire come nel mondo esistano problemi di carattere sociale ed umanitario, che qualcuno ancora analizza con banalità. Per questo penso che la lettura di questo libro mi abbia insegnato che nulla deve essere dato per scontato e che se oggi viviamo in una condizione di democrazia e di libertà di pensiero è grazie alle lotte sostenute dalle generazioni che ci hanno preceduto.

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