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La pesca siciliana si racconta a Palazzo Mazzarino, a Palermo, nell’incontro di Panorama d’Italia «Sicilia Seafoof». I più importanti imprenditori del settore a confronto. Eccellenze conosciute ormai in tutto il mondo. Un giro d’affari che già vale mezzo miliardo di euro. Dal gambero rosso di Mazara del Vallo all’acciuga di Aspra. Dal tonno rosso al ricco pesce povero.

Ha aperto i lavori Dario Cartabellotta, dirigente generale Dipartimento Pesca mediterranea della Regione Siciliana: «La pesca è una tradizione millenaria che è diventata uno dei settori più importanti e strategici dell’agricoltura dell’isola. Adesso dobbiamo pensare al futuro. Grazie anche ai 120 milioni di euro messi a disposizione dell’Unione europea nei prossimi cinque anni».

Tra gli imprenditori presenti all’incontro di Panorama d’Italia c’era Nicola Giacalone, fondatore dell’azienda Rosso di Mazara, che esporta i gamberi famosi in tutto il mondo: «Abbiamo investito nella ricerca, innovando tecniche e comunicazione. Adesso i nostri prodotti arrrivano ovunque: da Dubai a Signapore».

Anche Toti Lucido, presidente del Consorzio di gestione pesca artigianale Palermo Ovest, ha raccontato la sua esperienza: «Il nostro è pesce, quello di Isola delle femmine, è il più buono del mondo. Non esistono scarti. Non buttiamo via niente».  

Da Aspra, vicino Palermo, arriva invece Michelangelo Balistreri, titolare dell’omonima azienda che commercializza acciughe. L’imprenditore, nel suo intervento, ha puntato sul sentimento: «Non dobbiamo usare il verbo avere, ma essere. Dobbiamo trasmettere emozioni». Per questo ha realizzato un museo tematico sull’acciuga, in cima alle classifiche di Tripadvisor.

Dal gambero rosso di Mazara del Vallo ai prodotti industriali, che hanno il sapore di tradizioni e qualità. Agostino Contorno, titolare della Fratelli Contorno, di Palermo, è sul mercato da 102 anni: «I nostri sughi in scatola vanno ormai dovunque. Adesso lanceremo sul mercato la nuova linea di polpette di pesce: le Fish ball».

Mentre Nino Castiglione, titolare dell’omonima azienda che fa tonno in scatola a Erice, ha fondato «Salviamo le tonnare»: «Per non perdere le nostre tradizioni. Bisogna salvaguardare un pezzo della storia della Sicilia». Concetta Bruno ha invece dato vita all’associazione «Come una marea»: «Promuoviamo la cultura del mangiar bene, soprattutto tra i bambini. Per aiutarli a crescere sani. Facciamo anche laboratori nei quartieri difficili di Palermo. E, con i piccoli, abbiamo scritto un libro: “Cuochi ricicloni”».

Ma è l’unione che fa la forza. Nino Carlino, presidente Distretto della pesca e Crescita blu di Mazara del Vallo, ha esortato tutti a fare squadra: «Dobbiamo valorizzare sempre di più le eccellenze della pesca siciliana. Stare inseme è un valore. Che ci farà crescere ancora di più». Ha chiuso i lavori Edy Bandiera, assessore all’Agricoltura, Sviluppo rurale e Pesca mediterranea della Sicilia: «La regione s’è distinta particolarmente per un’attenzione a un settore fondamentale per la nostra economia. Ha avuto il coraggio di impugnare il decreto del governo sulle quote, che avrebbe visto la Sicilia mortificata. Nessuno chiede privilegi. I pescatori vogliono solo fare il loro lavoro. E noi saremo sempre al loro fianco».

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