Fare impresa è come un viaggio: parte dall’educazione scolastica e dalla formazione professionale, va alla scoperta della tecnologica e approda sul web. Ne sono convinti tutti gli ospiti di Panorama d’Italia presenti a Olbia, al dibattito sulle start up e l'innovazione.

A scuola per diventare i neo Zuckerberg

È in atto una grande rivoluzione. “Il docente non è più solo un educatore, ma un accompagnatore verso il sapere”, sostiene Danilo Iervolino, presidente Università Telematica Pegaso. E il segno del cambiamento sono le nuove imprese e il trasferimento tecnologico: “La ricetta vincente è la creazione di incubatori all'interno delle università. Per questo abbiamo lanciato la prima Academy per le start up insieme a Digital Magics per dare slancio ai nuovi Zuckerberg italiani”.

Il concorso Eureka, l’idea diventa impresa

Diego Lai, direttore tecnico di Autentico, punta tutto sulla lotta alla contraffazione: “Il nostro è un sistema che prevede l’applicazione di etichette elettroniche (NFC) univoche e non duplicabili, per l’identificazione di prodotti originali. Le etichette contengono le informazioni di autenticità per ogni prodotto e sono leggibili da qualsiasi smartphone”. Autentico ha vinto la tappa sarda di Eureka, l’idea diventa impresa”, il concorso promosso da Panorama d’Italia. La sfida è stata sul filo di lana con la start up Little Alienz. Il vincitore finale, che verrà poi premiato a Ragusa a fine novembre, avrà l’opportunità di frequentare un periodo di formazione a New York.


La forza degli Stati Uniti

Ed è proprio l’estero la chiave di volta per il successo. Fernando Napolitano, presidente e ceo IB&II, ne è convinto tanto che la sua società ci ha scommesso da tempo: “Due volte all’anno eseguiamo programmi di accelerazione per le start up italiane, ovvero portiamo l'idea a diventare prodotto e il prodotto a trasformarsi in business. Tutto questo avviene soprattutto negli Stati Uniti, il luogo numero uno sul fronte dell’innovazione”.

Sardegna, dove è nata la prima start up

Che l’Italia stia cercando di recuperare un gap tecnologico è cosa nota. Meno conosciuto è forse il fatto che la prima start up italiana è nata in Sardegna: “Il primo Internet service provider in Italia è stato Video Online ed è nato nel 1995", ricorda Layla Pavone, ad Industry Innovation Digital Magics. Oggi le start up sul territorio sono 135 e la formazione tecnologica diventa un must per farle funzionare e sopravvivere. Il supporto non manca, ci sono tanti attori a sostegno delle nuove imprese”.

Il supporto della tecnologia

E Ibm ne è un esempio: “Abbiamo lanciato da anni programmi di sviluppo che si concentrano sulla formazione tecnologica”, sottolinea Ludovica Scarfì, Ecosystem Development Manager, Ibm Italia. Un investimento che ha deciso di fare anche Abinsula, una realtà d’impresa giovane e dinamica che spazia nei campi del web, mobile, smart tv e sistemi embedded. “Dopo anni di prosperità adesso stiamo cercando esportare le nostre conoscenze fuori dalla Sardegna”, dice con orgoglio Manlio Longinotti.

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