"Finalmente in Sardegna si può di nuovo parlare di ripresa": parola di Pierluigi Pinna, presidente Confindustria dell'area Centro-Nord dell'isola. A partire dal grande exploit del turismo che nella stagione appena conclusa ha registrato il miglior risultato degli ultimi 15 anni, grazie a una rinnovata spinta imprenditoriale. Se ne è parlato durante il dibattito "Eccellenze imprenditoriali a confronto" a Olbia, tappa sarda del tour Panorama d'Italia.

Alla base della ripresa, ci sono due fattori: le sinergie, perché "in nessun luogo come in questo territorio, l’unione fa la forza", e la consapevolezza di quanto sia importante l’innovazione.

Innovazione tecnologica, in primis, che oggi si trova nella "tempesta perfetta - interviene Luca Altieri (direttore marketing, communications and citizenship di Ibm Italia) - cioè in un contesto in cui l'hi-tech è diventato molto accessibile, in tutti i settori, è economicamente sostenibile, grazie anche alle agevolazioni fiscali del piano Calenda, e gode, finalmente, del supporto delle amministrazioni locali”. Su quest’ultimo punto, un esempio emblematico è quello del Digital Innovation Hub attivato dalla regione allo scopo di far capire meglio alle aziende come ottimizzare l'uso delle tecnologie nel loro business.

Il sale della vita

Un presente sempre più proiettato nel futuro, quindi, come nel caso della Ing. Conti Vecchi Spa, impresa "rinata" nel 2015 ma con alle spalle quasi 100 anni di storia. Fondata nel 1921 per creare una salina in un territorio paludoso per risolvere il problema della malaria, nel 1984, a seguito della crisi energetica e industriale, è stata assegnata a Eni.

“Nel 2014 - spiega Andrea Cecchinato, presidente e ad della società - l’Eni ha deciso di riqualificare il polo chimico, reinvestendo in un nuovo core business, la produzione e la commercializzazione del sale alimentare. Oltre a guardare al futuro senza dimenticare la valorizzazione del passato (e in questo senso va citata la collaborazione con il Fai che ha aperto al pubblico le saline che rappresentano il grande patrimonio dell’azienda, ndr), stiamo lavorando molto anche sull’aggregazione, sul concetto dell'unione che fa la forza, fondamentale per essere abbastanza forti da poter affrontare i mercati internazionali”.

Ancora l’acqua, ancora il sale e ancora la tecnologia sono al centro del dibattito nell’intervento di Luigi Patimo, ad di Acciona, colosso spagnolo del comparto che nell’isola ha anche un compito importante: ridurre i problemi derivanti dalla siccità, endemica nella regione durante la stagione calda, producendo dissalatori per poter utilizzare a vari scopi l’acqua del mare.
“Grazie all’evoluzione tecnologica - sottolinea Patimo - negli ultimi 20 anni le tecniche di dissalazione sono migliorate del 70%, e pertanto le condizioni sono ottimali per poter risolvere uno dei grandi problemi dell’isola, che ha conseguenze in moltissimi ambiti, da quello privato all’agroalimentare, dal turismo all’industria”.

Ma c’è un "ma": alla riuscita dei processi che portano a ottenere questo obiettivo si frappone spesso, troppo spesso, un ostacolo, la burocrazia.

Si può fare (molto) di più

Tanta virtuosità, insomma, emerge a tutti i livelli nell’analisi delle eccellenze imprenditoriali della Sardegna. Ma i margini di miglioramento sono enormi. "Soprattutto nel nostro settore, quello della raccolta e del riciclo di materiali giunti alla fine del loro ciclo di vita, principalmente nello smaltimento dei rifiuti speciali, che sull’isola è vietato e comporta quindi costi molto elevati per gli operatori del settore obbligati a effettuarlo altrove", spiega Tonino Salaris, direttore di Gisca Ecologica, azienda sarda che da 27 anni raccoglie rifiuti per i tre maggiori consorzi italiani, tra cui Cobat

“Il recupero dei rifiuti solidi urbani è basilare - aggiunge il sindaco di Olbia Settimo Nizzi - tanto per fare un esempio, la città che amministro ha superato il 72 per cento di raccolta differenziata, anche se ancora scontiamo in maniera troppo evidente la maleducazione degli abitanti, dei turisti e di quanti, nel periodo delle vacanze, affittano le case in nero”.

Su come ovviare a questo come a tanti altri problemi che rallentano o addirittura fanno da barriera alla crescita, il primo cittadino della città e l’ad di Acciona sono sulla stessa lunghezza d’onda: “Occorre essere concreti, che gli imprenditori mettano a frutto il più possibile la loro pragmatica, e laddove la risposta dello Stato è insufficiente, laddove l’inerzia della burocrazia diventa un freno decisivo, è necessario che si proceda a esplorare le soluzioni che portano al potere sostitutivo”.

Sogni elettrici

Sulla stessa lunghezza d'onda anche l’imprenditore siciliano Tommaso Dragotto che con la Sardegna trova affinità non solo morfologiche, molto simili.

In Sicilia, il fondatore e presidente della società di autonoleggio Sicily by Car, sta realizzando il suo nuovo sogno, destinato a essere replicato in Sardegna: “Far sì che si possa viaggiare in lungo in largo sull’isola (26 i comuni che saranno coinvolti nel progetto realizzato con Enel e Renault, ndr) in maniera eco-sostenibile, alimentando cioè le auto esclusivamente con l’energia elettrica”.

Quando questo avverrà - e l’obiettivo è ormai imminente - la Sicilia sarà il primo territorio in tutta Europa ad aver raggiunto l’obiettivo.

Al direttore di Panorama Giorgio Mulè che gli domanda se la “seconda puntata” di questo suo sogno sarà ambientata in Sardegna, Dragotto risponde quindi di sì, anche alla luce della presenza molto forte dell’azienda in terra sarda, dove oggi “muove” qualcosa come 6.500 automobili all’anno.

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