Che cosa pensano i sardi della propria regione? A rivelarlo a Panorama d’Italia la ricerca di Inthera condotta su un campione di intervistati e un commentatore d'eccezione, il sindaco di Olbia Settimo Nizzi.

La metodologia Inthera

La società del gruppo Mondadori che ha realizzato lo studio, ha adottato una metodologia psico-linguistica, di tipo emozionale. Non si basa sui target classici (socio-demografici), ma su un campione suddiviso in otto categorie caratterizzate dalla personalità e dall’atteggiamento degli intervistati verso ciò che li circonda.


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Un'isola a due facce

“Quello che emerge - spiega Pamela Saiu, Market Research Manager di Inthera (Mondadori) - è che gli abitanti percepiscono il loro territorio con una doppia anima. La prima legata alla natura, alla vacanza, al benessere e al relax. L’altra all’isolamento, alla solitudine e alla malinconia”.

“Entrambe sono incredibilmente vere”, conferma il sindaco di Olbia Settimo Nizzi chiamato a commentare i risultati della ricerca e a rispondere alle domande del direttore di Panorama Giorgio Mulè.

Rispetto alle altre regioni studiate da Inthera, la Sardegna ha mostrato alcune peculiarità: per esempio, l’attenzione all’ambiente per la cui tutela il 55% degli interpellati è disposto a spendere più di quanto già faccia, ovvero ben 4 punti percentuali in più della media nazionale.

Ma nel caso specifico c’è da sottolineare un’anomalia: “Durante tutto l’anno, la disciplina degli abitanti nella raccolta differenziata è perfetta, dopodiché nei mesi del ‘delirio turistico’ decade spaventosamente, generando disastri ecologici”, spiega il sindaco Nizzi.

La tutela dell'ambiente resta un tema centrale. "Per preservare l'ambiente e gli investimenti, le istituzioni locali concordano unanimamente sulla necessità di non permettere nuovi insediamenti all’interno della fascia dei 300 metri dal mare, l’area in assoluto più preziosa", prosegue il sindaco di Olbia. "Piuttosto, chi è interessato a far fruttare i suoi capitali sul territorio dirotti il suo denaro nel recupero e nel rinnovamento delle numerose strutture già esistenti che sono rovinate dai segni del tempo”.

Il problema dell'acqua

E poi c’è la questione della carenza d’acqua che da sempre affligge l’isola: “L’acqua è l’elemento fondamentale della nostra esistenza - dice il sindaco - e dovrebbe essere la prima cosa in assoluto a dover essere soggetta a cura. Secondo me, le perdite idriche degli invasi, gli impianti di raccolta non a norma che vengono fermati e quant’altro riduca la disponibilità di acqua ai cittadini e alle industrie, deve diventare un ricordo. Per risolvere il problema dobbiamo e possiamo partire subito, per esempio con un piano serio per il recupero delle acque reflue”.

L'importanza della cultura

Un altro punto della ricerca, che ha evidenziato dei risultati piuttosto eclatanti, è quello “dell’apertura mentale dei sardi, con un notevole 84% interessato alle culture degli altri Paesi rispetto al 71 per cento degli italiani in generale”, argomenta Saiu.

Continuando ad analizzare temi come il turismo e la cultura degli abitanti sorge un altro interrogativo che riguarda i fattori su cui Olbia ha intenzione di far leva per catalizzare ulteriormente l’attenzione di potenziali nuovi flussi turistici. “Ci stiamo attivando anche in questo senso - replica Nizzi - cercando di puntare non su manifestazioni spot, ma su eventi che abbiano caratteri di maggiore solidità e continuità nel tempo. Per esempio nel settore del cinema, sul quale stiamo già lavorando”.

Secondo la ricerca, il 72 per cento dei sardi è soddisfatto della qualità della vita (mentre la media nazionale è del 64 per cento). Chi vive in Sardegna, poi, è più contento della media degli italiani di quanto sia sicuro il territorio: 52 contro 38 per cento.

Questo per quanto riguarda il presente. Se la prospettiva si sposta, invece, sul futuro “emerge una bella dose di pessimismo - conclude Saiu - di molto superiore a quello registrato, in media, su tutto il territorio nazionale: il 66 per cento si dice preoccupato di come sarà il domani e ben il 68 per cento dei sardi crede che sia impossibile fare progetti a lungo termine”.

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