Sergio Luciano

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Un tramonto mozzafiato sull’Hudson, una serata calda dopo gli scrosci d’acqua quasi caraibici del pomeriggio, eccellente champagne per un aperitivo in terrazza, una visita guidata alle meraviglie d’arte racchiuse al Whitney Museum di Manhattan e dunque un’atmosfera elettrizzata e allegra: il Gala dinner organizzato da Panorama, nel quadro della “tre giorni” di “This is Italy”, non avrebbe potuto desiderare un contesto migliore.

E il video musicale di benvenuto, con una carrellata di divi che hanno fatto la storia della musica, tra cui Frank Sinatra, dà modo al direttore Raffaele Leone di aprire con Mario Biondi, per affinità vocale con “The Voice”, la serie delle premiazioni che hanno scandito l’appuntamento: “Canta in inglese, ma è molto, molto italiano”, e il blues-man catanese, star internazionale della musica, sale sul palco a raccogliere il premio Leadership Excellence Award assegnato da Panorama per valorizzare l’assoluto livello qualitativo raggiunto dall’artista e il suo profondo legame tanto con la sua terra quanto con gli Stati Uniti.

Mentre alle tavole bianchissime, apparecchiate per dieci, oltre 120 invitati si accomodavano dopo il cocktail e approfittavano della caponatina e del pane artigianale già pronto sulle tovaglie, sul palco si avvicendavano gli ospiti e le premiazioni, con un duo d’eccezione a presentarli: oltre a Leone, Nicola Porro, uno dei volti televisivi Mediaset più amati, vicedirettore del Giornale e collaboratore di Panorama. Aiutati anche, di volta in volta, da altri collegiu nelle vesti di “padrini” del premiato.

Come ad esempio la direttrice di Ciak, nonché direttore artistico dell’Accademia David di Donatello, Piera Detassis, che ha avuto il compito di chiamare sul palco un’altra star dello spettacolo, il regista Gabriele Muccino, che proprio il David di Donatello vinse nel 2001 come miglior regista per il suo “L’ultimo bacio” e che si è affermato in America girando ad Hollywood, per la produzione e con la partecipazione di Will Smith, due film campioni d’incassi: La ricerca della felicità e Sette anime.

Un altro genere d’arte ha ricevuto poi il premio dalle mani del direttore di Icon Michele Lupi: l’architettura, con Enrico Bonetti, giovane archistar italiana che opera a New York nell’atelier professionale Bonetti/Kozerski Architecture creato con Dominic Kozerski.

EÈ stata poi la volta di una premiazione dal sapore speciale, gestita personalmente da Leone: quella di Leo Lionni, l’art director olandese che nel ’64 la Mondadori chiamò a dirigere il mensile Panorama che, nel 1967, sarà trasformato nel settimanale, con la successiva direzione di Lamberto Sechi. Il premio è stato ritirato dal figlio Louis.

E mentre gli invitati si deliziavano con la cena – naturalmente molto italiana, anche se sapientemente contaminata da un tocco internazionale – le premiazioni proseguivano: Alessandro Farmeschi, ceo dell’American region della Lamborghini, che sta consolidando ed anzi estendendo la sua iconica fortuna negli Stati Uniti, che da soli rappresentano un terzo del fatturato; Costantino Baldissara, direttore commerciale ed operations di Grimaldi Group, che con 70 anni di esperienza è un fornitore dedicato di servizi di logistica integrata basati sul trasporto marittimo ai principali costruttori di veicoli a livello mondiale: “Il Nord America in particolare rappresenta un mercato essenziale per il Gruppo Grimaldi”, ha commentato Emanuele Grimaldi, Amministratore Delegato del Gruppo Grimaldi, “perché da tempo fornitore di servizi logistici import/export per i colossi americani dell’auto” e proprio due mesi fa ha incassato, per questo, il premio di fornitore dell’anno dalla Ford, ennesimo di una lunga serie.

A salire sul palco per il premio, è stata poi la volta di Biagio Calabrese, general manager dell’”hub” newyorkese di Intesa Sanpaolo, un banchiere-manager che opera a 360 gradi al fianco delle imprese italiane che vogliono consolidare o intraprendere una loro presenza di business negli Stati Uniti, ottenendo risultati crescenti e di assoluto valore.

Poi ancora Tommaso Dragotto, fondatore e presidente di Sicily By Car, che ha avuto un premio orientato non solo alla sua carriera unica di imprenditore visionario che ha già all’attivo ma anche al futuro ambizioso di profeta della sostenibilità, con il suo ormai concretizzato progetto di mobilità elettrica in Sicilia, e di appassionato ambascatore della sua terra nel mondo.

Un premio infine alla Regione Sicilia, che con uno sforzo organizzativo senza precedente ha mandato una delegazione agguerrita a New York per accompagnare le sue imprese enogastronomiche al Fancy Food, al via domani, vera e propria vetrina mondiale sul cibo di qualità.

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