Chiara Raiola

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“I Borbone sono sempre i Borbone, i Savoia invece…”. È la guida che accompagna il pubblico di Panorama d’Italia nel walking tour d’apertura della tappa che si svolge a Napoli a raccontare le mille virtù della famiglia reale rimasta nel cuore dei napoletani. Sono tantissime le curiosità, le leggende, le storie sospese tra verità e mito che vengono declinate lungo il percorso alla scoperta della “Città Segreta”.

Si parte da piazza del Gesù Nuovo, un luogo ricco di simbolismi a cominciare dalla facciata della Basilica con le sue bugne lavorate a punta di diamante che “sono state ideate come un pentagramma con i segni che paiono note musicali”; e l’obelisco, alto 30 metri, con la statua dell’Immacolata che solo all’alba e al tramonto grazie a un gioco di luci mette in evidenza, sotto il mantello della vergine, uno scheletro con tanto di falce: la morte.

Il centro storico di Napoli, sottolinea la guida, “è il più antico d’Europa e ancora oggi è abitato dai residenti e animato da tante attività. È un museo all’aria aperta, patrimonio dell’Unesco dal 1995”.

Neapolis, città nuova, così si chiamava in epoca greco-romana: le tracce del suo prestigioso passato sono distribuite in tutta la zona di Spaccanapoli. Qui la struttura urbanistica è quella dell’antica Atene con strade parallele longitudinali (decumani) intersecate ad angolo retto da una serie di strade strette (cardi) che formano le insulae, luoghi dove sorgevano importanti edifici pubblici.

Il racconto prosegue spedito come il suo percorso per approdare alla chiesa di Santa Chiara (quella del monastero della famosa canzone napoletana) bombardata nel 1943: “Andò distrutta, ma si salvò la cappella dei Borbone e vennero alla luce i resti di stabilimenti termali”.

E poi via lungo la strada che prende il nome dal filosofo Benedetto Croce, via San Biagio dei Librai con la statua dedicata al dio Nilo e considerata “il corpo di Napoli, è qui da duemila anni”. E ancora via dei Tribunali fino alla Chiesa di Santa Maria del Purgatorio ad Arco, genesi del culto tutto napoletano delle “anime pezzentelle” per arrivare a piazza San Gaetano, un tempo l’antica agorà.

Da qui il pubblico di Panorama d'Italia è pronto a perdersi in uno dei luoghi simbolo della città: San Gregorio Armeno, cuore dell’arte del presepe. Dove tutti sorridono.

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