Napoli, 200 libri per due scuole

Le lettere degli studenti più brillanti che hanno vinto il concorso di Panorama d'Italia

Chiara Degl'Innocenti

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Sbarca a Napoli l'iniziativa “100 libri per una scuola” promossa da Panorama d'Italia, il tour del magazine di Raffaele Leone arrivato alla sua quarta tappa del 2018. Due delle numerose mail degli studenti dalle scuole superiori della città, che hanno partecipato, hanno risposto alla domanda: "Qual è il tuo libro preferito e perchè vorresti lasciarlo in eredità alla tua scuola?" in modo più che brillante e per questo sono state premiate.

Il progetto, volto ad avvicinare i ragazzi al mondo della lettura, nel capoluogo campano ha infatti regalato 200 libri 2 studenti di 2 Istituti diversi.

Di seguito, ecco dunque i testi dei vincitori che ricevono i libri e un attestato di riconoscimento.

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Maria Chiara Milucci - Classe I Es - I.I.S.S. F.S. Nitti di Napoli

Il libro che ho letto con maggior piacere è stato “L’amica geniale” di Elena Ferrante. La storia, nell’insieme una quadrilogia, è ambientata a Napoli in un periodo che va dagli anni Cinquanta al giorno d’oggi e ripercorre le varie fasi della vita delle due protagoniste, Lila ed Elena, amiche fin dall’infanzia.

Non è chiaro chi tra le due sia l’amica geniale. Lila è ribelle, cupa, fuori dalle regole e con una spiccata intelligenza. In tutte le sue esperienze di vita non riuscirà mai ad incanalare le proprie energie per raggiungere obiettivi concreti per sé stessa. Con la sua brillante influenza, ogni attività intrapresa da chi le sta attorno acquista originalità, unicità e successo, ma nulla sembra appagarla ed acquietare il suo costante tormento interiore. Elena è, al contrario, una ragazza matura, seria, assennata, determinata, sempre disposta a lavorare duro per avere successo e raggiungere i suoi obiettivi. Il successo, infatti, arriverà, diventerà scrittrice, ma la sua soddisfazione non sarà mai completa. Elena, in realtà, non si sentirà mai sufficientemente all’altezza di Lila, che considera speciale, e le cui idee geniali utilizza, prendendone spunto ed ampliandole, per avere successo. Ha poca stima di sé, in fondo, ed è alla costante ricerca del consenso altrui.

Lascerei questo libro in eredità ad altri ragazzi della mia scuola, perché sullo sfondo di tutto il racconto c’è Napoli, la nostra amata/odiata città, ritratta in un periodo di grandissimi cambiamenti. La reale protagonista è proprio la città con le sue contraddizioni e i suoi problemi di sempre. Lila ed Elena sono nate e cresciute in un rione che potrebbe rispecchiare uno qualsiasi dei rioni popolari di Napoli dove ci sono famiglie di basso livello economico e culturale, famiglie più spregiudicate che impongono le loro regole e a cui gli altri, per quieto vivere, debbono adeguarsi, ed altre, di livello medio che provano disagio ed insofferenza a confrontarsi quotidianamente con realtà di delinquenza e sopraffazione. Ci sono poi le “incursioni” delle ragazze e dei loro amici del rione nei quartieri “bene” della città, da cui essi si sentono esclusi ma a dove, in realtà, essi aspirano a stabilirsi ed inserirsi, salendo nella scala sociale e lasciando finalmente le loro misere realtà. C’è la Napoli dei professionisti e dei negozianti che ostentano ricchezza, la Napoli colta degli scrittori e degli insegnanti che le due amiche frequentano grazie alle amicizie derivanti dagli studi letterari di Elena, sempre apprezzata perché colta ed intelligente, ma sempre timorosa di essere messa in ombra dalla genialità di Lila.

Secondo me proprio i personaggi del libro rappresentano le varie sfaccettature di una città dalle mille contraddizioni come è la nostra: Lila rappresenta la Napoli originale, viva, sveglia e spregiudicata che dimostra che, se solo si volesse, con un lampo di energia, potrebbe scalzare tutti ed arrivare in cima ma…, persa in mille iniziative, problemi, tormenti, lascia sempre sfumare tutto… Elena è la Napoli impegnata e colta che, con sforzi sempre maggiori, lotta per restare a galla ed emergere ma con risultati non sempre soddisfacenti perché ci sono troppi ostacoli insormontabili da affrontare. I fratelli Solara, i “bulli” del rione, rappresentano la Napoli losca del malaffare, sfacciata ed arrogante, che manovra le vite altrui per ottenere i propri vantaggi e che lascia poco spazio alla Napoli laboriosa. Così come i Solara, questa Napoli perde il vero significato della vita e, ottimisticamente nel romanzo, viene sconfitta. Altri personaggi, come Pasquale, attivista politico, ed Enzo, sindacalista accanito, rappresentano la Napoli che lotta nelle sue infinite battaglie civili, per i più disparati problemi, mettendo a rischio anche la propria vita per il bene comune. Infine, le figlie di Elena, che lasciano Napoli per studiare al Nord, rappresentano i molti figli di Napoli, i giovani che mollano, che preferiscono trasferirsi lontano per avere una vita più facile e sicura lontana dai mille problemi della città.

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Alberto de Munck Mortier - Classe III A - Liceo Artistico Statale di Napoli                                                                                                                                                         

Sono molto affascinato dalla storia di Napoli ed ho letto diversi libri, soprattutto di storie leggende, per cui mi riesce difficile poterne consigliare uno in particolare perché li ho trovati tutti molto coinvolgenti e interessanti. Ma l’unico del quale ho visto anche il film è Il resto di niente di Enzo Striano, un romanzo storico degli anni ottanta che racconta la storia della giornalista rivoluzionaria Eleonora Pimentel Fonseca.

La protagonista visse a Napoli durante la fine del XVIII secolo, un momento molto travagliato della nostra storia, che risentì della corrente dell’Illuminismo e delle conseguenze della rivoluzione francese. La sua vita si concluse drammaticamente perché fu condannata a morte dai Borbone per aver scritto, durante i mesi della Repubblica, il giornale del governo rivoluzionario.

Vorrei lasciarlo in eredità alla mia scuola perchè è un libro che invita a riflettere sulla storia della nostra città, raccontandone le atmosfere, i luoghi e tutto ciò che permette al lettore di fare un bel viaggio nel tempo. Il giornalista Indro Montanelli scrisse «Chi non conosce il proprio passato non saprà mai nulla del proprio futuro». Il libro di Striano aiuta a conoscere un pezzetto della nostra storia poco studiata e considerata.


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