McDonald's, 600 nuovi posti di lavoro in Campania

L'annuncio al convegno “Napoli tra eccellenze locali e grandi multinazionali” di Panorama d’Italia. Ecco, la ricetta per l'Italia

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Napoli, 14 giugno 2018 - A Panorama d'Italia Aldo Barba (professore di Politica economica del Dipartimento di EConomia, Management, Istituzioni, Università degli Studi di Napoli Federico II); Imma Simioli (presidente e ad Fresystem Spa); Guido Fontanelli (giornalista Panorama); Francesco Mietta (responsabile Progetti Food Censis); Antonio D'Amato (presidente SEDA Group); Mario Federico (ad McDonald's Italia) – Credits: Filippo Poltronieri - Next New Media

Guido Fontanelli

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Seicento nuovi posti di lavoro e 16 nuovi ristoranti in Campania. È il piano di investimenti annunciato per i prossimi 5 anni dall’amministratore delegato della McDonald’s Italia Mario Federico durante il convegno “Napoli tra eccellenze locali e grandi multinazionali” organizzato nel capoluogo campano da Panorama d’Italia. Federico ha ricordato il ruolo che la catena di ristoranti ha nel mondo industriale italiano: “L’80% dei nostri prodotti sono italiani” ha spiegato il manager “e ogni anno effettuiamo acquisti di prodotti nazionali per un valore di 200 milioni di euro”.

Attualmente la McDonald’s ha in Campania 30 ristoranti che danno lavoro a circa 900 persone e che servono 1,1 milioni di clienti. “Tenendo conto anche del rinnovo dei ristoranti già aperti, il piano 2018-2022 prevede investimenti per 40 milioni di euro” ha sottolineato Federico.


Il convegno è stato aperto da Aldo Barba, docente di Politica economica del Dipartimento di economia, management, istituzioni della Università di Napoli Federico II, il quale ha ricordato come la Campania si è distinta nel 2015 e nel 2016 per tassi di crescita del Pil molto alti (+3,2% nel 2016), superiori a quelli della Lombardia (+1,2%).

Un’accelerazione, ora in fase di rallentamento, dovuta ad un tessuto imprenditoriale vivo, che seppur in ritardo ha agganciato la ripresa internazionale dopo ben 20 trimestri di recessione. A sostenere il recupero dell’economia campana è stata in particolare la domanda estera, che se da un lato è positiva, dall’altro espone la regione agli andamenti della domanda mondiale.

 

Francesco Maietta, responsabile Progetti Food del Censis si è concentrato sui comportamenti degli consumatori riguardo al cibo, sottolineando che il 70 per cento degli italiani preferisce alimenti prodotti in Italia, l’88% vuole che il cibo sia controllato e sicuro e il 94% vuole sapere da dove viene quello che mette in bocca. Un esempio in questo senso è rappresentato dalla storia dall’azienda agricola di Ida Adinolfi, di 23 anni, che grazie al progetto Fattore Futuro di McDonald’s ha potuto far crescere la sua impresa di insalate puntando alla sostenibilità, alla qualità e alla tracciabilità.

Tra i fornitori di McDonald’s spicca la storia della Fresystem della famiglia Simioli: un’azienda decotta che è stata acquistata e rilanciata dai Simioli negli Anni 90 e che nel 2003 è diventata partner della catena americana. È stato anche grazie a questa collaborazione, ha raccontato Imma Simioli, presidente e amministratore delegato di Fresystem, che nei ristoranti McDonald’s ora ci sono le brioches e i pasticcini per la prima colazione, forniti appunto dall’azienda napoletana anche all’estero. Ora l’8% del fatturato della Fresystem è garantito dalla McDonald’s, che ha così contribuito ad allargare gli orizzonti internazionali dell’impresa.

A chiudere i lavori ci ha pensato Antonio D’Amato, presidente di Seda Group (leader del packaging) ed ex presidente della Confindustria, che ha ricordato come l’Italia, tanto amata dagli stranieri come meta di vacanze, soffra di un grave deficit d’immagine, che si riflette sul “price positioning” dei nostri prodotti. In altre parole, il nostro vino o il nostro lusso si piazza sotto quello francese come prezzo proprio per un deficit di immagine del Paese. Questo significa che l’imprenditore italiano, e del Mezzogiorno ancor di più, deve essere sempre più innovativo. E rispondendo a una domanda sul nuovo governo, D’Amato ha ricordato che l’Italia ha bisogno di tre cose: Riforme vere per essere più competitivi; migliorare la formazione dei giovani; aumentare la qualità della vita degli italiani e in particolare delle città italiane. Anche questo contribuisce a migliorare l’immagine del Paese nel mondo”.

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