Gianni Poglio

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La voce è il suo tratto distintivo, un marchio di fabbrica che lo rende riconoscibile in tutto il mondo. Perché quelle note, così basse, intense e profonde, le prende solo lui. Note che sono diventate un marchio di fabbrica al servizio del soul del jazz, del rhythm and blues.

Lo abbiamo ospitato e intervistato nella trappa napoletana di Panorama d'Italia alla vigilia di un tour europeo che lo  porterà in Ucraina, Austria, Serbia, Slovenia, Croazia, Scozia, Svizzera e Inghilterra (il 5 luglio lo show londinese).
"La voce è un miracolo strano. Quando suoni uno strumento, pigi un tasto e sai perfettamente quale suono emetti. Con le corde vocali una nota si può “prendere” in duecento modi diversi, ma centrarla in pieno con un’intonazione al cento per cento è un lavoraccio infernale. Mio padre era un tenore, cantavamo insieme otto ore al giorno. Ovunque. In casa, in auto, per strada. Era molto pignolo" racconta prima di ricordare la recente partecipazione al concerto-tributo a Pino Daniele al San Paolo di Napoli.

"Una serata che ha centrato due obiettivi: rendere omaggio a quel genio che era Pino Daniele e raccogliere fondi da devolvere in beneficenza" spiega prima di imitare la inconfondibile vocalità di Pino. "Ho fatto il militare ad Avellino e nei giorni di permesso andavo a Napoli dove c’erano tanti ragazzi per strada, incluso un venditore di sigarette di contrabbando che non dimenticherò mai, che avevano il suo stesso identico timbro. Ecco, l’intuizione geniale di Pino è stata utilizzare una timbrica nazional popolare per metterla al servizio del blues, del jazz, e della fusion. Un capolavoro d’arte" spiega.

Grande successo in Italia ma anche nel resto del mondo dove Biondi ama esibirsi proponendo il suo stile inconfondibile. "Chi viene a vedermi sa bene che non sono sul palco per proporre il repertorio melodico italiano, ma un sound che ha le sue radici negli Stati Uniti. Una volta, a Milano, sono salito sul palco con una delle mie band-mito: gli Earth Wind and Fire. Quando mi hanno chiamato in scena per cantare con loro quel capolavoro che è After the love is gone, mi sono presentato con le braccia in alto e i pugni chiusi. Come Rocky Balboa".

L'ultimo album di Mario è Brasil, un disco di grande spessore, intenso, suonato e ricco di inspirazione. "Ho voluto incidere un album analogico, con un approccio anni Settanta, dove l’elemento umano è fondamentale. Io adoro i miei musicisti, perché hanno passione. Tutto quel che c’è nelle mie canzoni, in studio e in concerto, è suonato davvero, senza trucchi. Questo è il motivo per cui ragazzi che mi accompagnano sono considerati dei marziani in un'era di musica prefabbricata e di cantanti che usano trucchi vari per intonare la voce" racconta.

A chiudere la serata, un regalo per i fan napoletani: due brani piano e voce, Love is a temple e Upside down. Quanto basta per lasciare un ricordo indelebile in chi c'era.

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Il Tour

Mario Biondi, 47 anni, sarà in tour in Italia a dicembre: il 3 a Napoli, il 5 a Milano, l’8 a Sanremo, il 10 a Varese, il 12 a Torino, il 13 a Firenze, il 19 a Padova, il 22 a Bologna e il 27 a Roma.  

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