Innovazione, formazione e competenze. Si sono detti tutti d’accordo gli ospiti di Panorama d’Italia a Milano che hanno partecipato al dibattito sulle start up: il talento italiano guidato sui binari delle nuove frontiere digitali può fare la differenza per il nostro paese.

La strada per il futuro delle nuove imprese

Grandi imprese, incubatori, università hanno tracciato la strada per il futuro delle nuove imprese e hanno premiato una delle due start up del concorso "Eureka: l’idea diventa impresa"che vedrà la finalissima nell’ultima tappa del tour, quella di Ragusa a fine novembre. KPI6, che propone una piattaforma in grado di raccogliere, analizzare e visualizzare solo le informazioni di interesse permettendo ai manager di snellire tutto il processo decisionale, ha battuto Keycrime di Emmeviemme, un sistema di analisi sui crimini utile per la prevenzione e la repressione dei reati. KPI6 si giocherà il tutto per tutto, con le altre 19 start up che hanno passato il turno regionale, per vincere una settimana di formazione a New York.

L’importanza della formazione

La formazione è proprio uno dei temi su cui hanno insistito i relatori. “In un mondo globale e veloce c’è bisogno di tanta competenza per poter realizzare i propri progetti - sottolinea Danilo Iervolino, presidente dell’Università telematica Pegaso - ci sono 7 mila start up in Italia, 10 mila addetti, 80 mila euro di fatturato medio e una mortalità troppo elevata. Bisogna fare di più puntando su una formazione forte”.

L’università Pegaso e l’incubatore Digital Magics collaborano insieme proprio per formare le start up. “Pensiamo sia fondamentale far crescere le proprie competenze, ma anche essere in grado di sviluppare un business plan - dice infatti Layla Pavone, ad Industry Innovation Digital Magics - Noi ogni anno valutiamo 1.500 idee che poi vengono selezionate per diventare impresa. In sei-nove mesi la start up deve essere pronta a staccare la prima fattura”.

Il caso di MyWoWo

Chi spera di fatturare molto è il fondatore di MyWoWo, start up del turismo operativa dall’1 agosto 2017: “È nata da un’esigenza personale - racconta Stratos Baschenis - quella di evitare lunghe code, costi alti e contenuti troppo lunghi delle audioguide”. MyWoWo è un’app in sette lingue che prende per mano i turisti e li porta a conoscere le città in maniera innovativa e divertente: “Siamo all’inizio, speriamo di avere milioni di utenti che si appassionino ai nostri contenuti”.

La gestione dei dati

La gestione delle mille informazioni che arrivano dal web è compito di Watson, un sistema di intelligenza artificiale di Ibm che aiuta le imprese a organizzare milioni di dati. Per le nuove aziende, in particolare, spiega Nicola Losito, direttore digital business at IBM Italia, “abbiamo 90 anni di esperienza e di relazioni di business che mettiamo a disposizione gratuitamente delle start up che selezioniamo. Ogni anno ne valutiamo 400, ma ne entrano nel programma al massimo in 30”.

Le grandi aziende collaborano con le start up

Anche Enel, “che negli ultimi 15 anni è cambiata tantissimo”, punta sull’open innovation: “Oggi con noi lavorano 88 start up - dice l’ingegnere Carlo Napoli - e lavorano in molti ambiti, dalla manutenzione degli impianti alla diagnostica”.

Non è da meno Lottomatica impegnata com’è sul fronte dell’innovazione: “Abbiamo investito 200 mila euro in formazione e innovazione per la crescita di nuove competenze - afferma Roberto Saracino, Cto (Chief Technical Officer) di Lottomatica. "Di tecnologia ce n’è tanta, ma la differenza la fanno sia le persone che lo studio continuo. A noi servono idee e persone che ci aiutino a trasformarci nel nostro percorso di innovazione in un’ottica di integrazione umana sul digitale”.

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