Luciano Lombardi

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Bellissima, forse oggi come non mai, Elena Sofia Ricci torna a Firenze, la sua città fino all'età di sette anni di cui oggi rimpiange un po' l'accento che non c'è quasi più. È ospite di Piera Detassis, la signora del cinema italiano, sul palco di Panorama d'Italia.

Due David di Donatello e un lungo elenco di altri premi e riconoscimenti, un volto visto molto al cinema e ancora di più in televisione, una professionista apprezzata per la sua capacità di far ridere e di far piangere.

Prima ancora che un'attrice avrebbe voluto essere una ballerina: "Galeotto fu quel paio di scarpette da punta - racconta - abbandonate da mamma (la prima scenografa donna d'Italia, Elena Ricci, detta Poccetto) in un armadio, per le quali persi la testa".

Due schermi, un destino

E invece, nel suo destino non c'erano due punte, c'erano due schermi, quello grande e quello piccolo.

Nel primo caso, sta per arrivare in sala con "Il tuttofare" opera prima di Valerio Attanasio con Sergio Castellitto, ma soprattutto con "Loro", il film di Paolo Sorrentino su Silvio Berlusconi, nel quale interpreta Veronica Lario; in tv, tornerà presto nella veste di Suor Angela nella quinta stagione di "Che Dio ci aiuti".

Come se ancora non bastasse è arrivato anche il teatro, interprete femminile di "Vetri Rotti" di Athur Miller, con Gianmarco Tognazzi.

La rinascita

Il tutto, in un momento non dei migliori: "Mi sentivo come Gloria Swanson ne 'Il viale del tramonto'", racconta.

Proprio lei che, tra i suoi miti, annovera personalità forti come Anna Magnani, Franca Valeri, Catherine Hepburn, Bette Davis...

Ma il modello di donna che l'ha segnata di più è "quello di Francesca Morvillo (la moglie di Giovanni Falcone da lei interpretata nella faction sul magistrato ucciso dalla mafia, ndr) e aggiunge: "Ho molti rimproveri da fare al cinema per il mondo femminile, perché il cinema, in Italia come nella maggior parte del mondo, è sempre stato ed è tuttora soprattutto maschile". 

"Il cinema che vorrei"

Più in generale, a detta dell'attrice ci sono due grandi cose che mancano nel cinema di oggi: "la figura del grande produttore di una volta, l'appassionato che crede in quel che fa e che arriva anche a rischiare di tasca sua per fare il film dei suoi sogni; e le colonne sonore, su cui si investe sempre meno, nonostante abbiano il grande merito di contribuire a imprimere il film nell'immaginario e nella memoria dello spettatore".

"Un grande errore che forse non avrebbe dovuto fare?", domanda infine Detassis. "Era il 1988 e andai a Hollywood a fare un provino per il film Revenge con Kevin Kostner. Mi presero, ma il contratto che mi proposero era pieno di vincoli e limitazioni. Ho preferito scegliere la libertà e rifiutai. Chissà..."

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