Gianni Poglio

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"Non ho dubbi: questa è l'esperienza professionale più esaltante della mia vita". Parola di Max Pezzali. Era sold out la Sala Piatti di Bergamo che ha ospitato il talk show con il trio del momento: un tour all'insegna del tutto esaurito (che si concluderà il 16 luglio) e un doppio album live per immortalare l'incontro tra Max, Nek e Francesco Renga

"La cosa più difficile di questa avventura sarà smettere" spiega Nek. "Oltre al successo dei concerti, quello che rende tutto speciale sono l'amicizia e la complicità tra di noi. Non sarà facile tornare single quando tutto questo finirà" spiega. 

"Il nostro è uno show dove abbiamo fatto incontrare le generazioni, migliaia di persone che sono cresciute ascoltando le nostre canzoni. Brani che tutti cantano dall'inizio alla fine per due ore e mezza " dice Francesco Renga. Da Hanno ucciso l'Uomo Ragno a Laura non c'è passando per Angelo.

"Sarebbe stato più semplice fare uno spettacolo in cui ognuno cantava i suoi successi. Invece abbiamo voluto appoggiare le nostre voci su tutti i brani. Un'operazione rischiosa perché si trattava di intervenire su canzoni che il pubblico conosce a memoria da decenni. Invece, ha funzionato benissimo. Il nostro incontro ha anche favorito quello tra i nostri fan, che vengono agli show come ad una festa: è bello vedere seduti uno di fianco all'altro ragazzi con la fascia di Max e Nek, che si mescolano con i miei Renga's Angels" continua Francesco. 

"La gente viene, si diverte e soprattutto ride perché noi per primi sul palco ci divertiamo da morire. All'Arena di Verona c'è stato un momento esilarante quando ci siamo persi il testo di una canzone. Ci eravamo mossi lungo il palco ed eravamo finiti in un punto dove non si leggevano i testi sul gobbo. Quindi, abbiamo iniziato a farfugliare parole a caso. Io mi sono letteralmente piegato in due dal ridere" ricorda Nek. Un clima divertito e divertente che ha attraversato anche l'incontro a Panorama d'Italia. Soprattutto quando Francesco, rivolgendosi a Nek (il cui nome è Filippo), lo ha chiamato Fabrizio... Risate a crepapelle sul palco e in sala. 

"Sono tante le cose che abbiamo in comune" dice Pezzali. "Ad esempio veniamo tutti e tre orgoliosamente dalla provincia. Io da Pavia, Filippo da Modena e Francesco da Brescia. "Crescere fuori dalle metropoli ha un sapore diverso, la provincia in sè ha un sapore diverso. Racconto sempre di un concerto punk di una band italiana a cui ho assistito vicino a Piacenza. A un certo punto, uno dei musicisti, ispirandosi a Sid Vicious dei Sex Pistols, iniziò a tagliuzzarsi il petto. Appena il sangue divenne copioso, iniziò a sbandare, sbiancò e svenne per il terrore. Arrivò la Croce Verde e tutto finì dopo quattro canzoni...". 

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