Gelmini: "Con Berlusconi riabilitato, Forza Italia più decisiva"

Intervista con la capogruppo del partito alla Camera che dice no alla fiducia al governo M5S-lega ma opposizione sana

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Mariastella Gelmini (FI) con il giornalista Marco Ventura a Bergamo per Panorama d'Italia – Credits: NNM

Marco Ventura

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La candidabilità di Berlusconi, il tipo di opposizione che farà Forza Italia in Parlamento, i provvedimenti che potrà appoggiare, il futuro del partito e del centrodestra, i rapporti con la Lega. Intervista a tutto campo quella di “Panorama d’Italia” con Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera ed ex ministro dell’Istruzione Università e Ricerca, nella sede della Confindustria a Bergamo.

A partire dalla decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano che cancella tutti gli effetti della condanna contro Silvio Berlusconi e lo “riabilita”. Una sentenza che “cambia molte cose”, secondo la Gelmini. “Ce l’aspettavamo ma sicuramente è una notizia che ci riempie di gioia, finalmente giustizia è fatta. Per noi significa la fine di un incubo, di un calvario durato 5 anni, che ci ha fortemente penalizzato anche nelle ultime politiche. Berlusconi di nuovo nel pieno dei suoi poteri è una straordinaria notizia, la chat dei parlamentari è impazzita, anche se non ci ripaga di tutto quello che il presidente e noi con lui abbiamo dovuto sopportare. Forza Italia adesso sarà ancora più decisiva per il futuro del Paese”.

Berlusconi in questi giorni “è molto sereno e concentrato, certo è preoccupato per l’Italia, questo stallo di oltre due mesi ha pesato, ancora una volta è stato lui a garantire la stabilità anteponendo gli interessi del Paesi a quelli del partito e consentendo l’accordo Lega-5S, un gesto di responsabilità e generosità”.

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Mariastella Gelmini (FI) con il giornalista Marco Ventura a Bergamo per Panorama d'Italia – Credits: Next New Media


A questo punto come sarà l’opposizione degli azzurri? “Senza sconti”, la definisce la Gelmini. “Ma non fanatica. Ogni volta valuteremo la qualità dei singoli provvedimenti. Non voteremo la fiducia, ma abbiamo fiducia in Salvini, lui conosce bene i contenuti del comune programma di centrodestra, che per noi rimane la stella polare. E attenzione: è vero che staremo all’opposizione insieme al Pd, ma sarà una opposizione completamente diversa e con obiettivi divergenti rispetto a quelli dem”.

E allora, andando nel concreto. Sì alla flat tax, che “non costa più di 90 miliardi, come si dice, ma un terzo, grazie ai benefici che determinerebbe in termini di crescita, e sarebbe importante anche come opera profonda di semplificazione e sburocratizzazione”.

Ma la prima cosa che il governo dovrà fare, secondo il capogruppo di Forza Italia alla Camera, sarà “la sterilizzazione dell’IVA e delle clausole di salvaguardia”.

Quanto alla legge Fornero, anche in tempi non sospetti, cioè in campagna elettorale, Forza Italia ha riconosciuto che “ha portato un risparmio di 300 miliardi, cifra gigantesca e non reversibile, ma stiamo valutando la quota 100 tra età pensionabile e contributi, se sia o no sostenibile: sarebbe un miglioramento”.

Piena sintonia poi con la Lega sulla legittima difesa. Ma contrarietà al “reddito di cittadinanza”, misura che corrisponderebbe a una vecchia politica fallimentare, assistenzialista e statalista.

Sintonia pure sulle politiche migratorie: bisogna ricorrere al rimpatrio, perché “se è vero che l’espulsione e il rimpatrio costano, costa di più subire l’immigrazione clandestina”. Attenzione poi a certe dichiarazioni (vedi Grillo) che ancora evocano l’abbandono della moneta unica. “Parlare di uscita dall’Euro è un’arma di distrazione di massa, perché non è una cosa concreta. L’Italia è ‘incastrata’ nell’Euro per il suo debito pubblico”.

A proposito di Europa, “ci sono scadenze a cui l’Italia non potrà non prendere parte: il prossimo vertice europeo di giugno, la discussione sull’Unione bancaria, il piano per i rifugiati di cui ha parlato Angela Merkel… Che il nostro chiacchiericcio provinciale non abbia toccato questi temi ha infastidito Berlusconi”.

La Gelmini rivendica la politica estera condotta dal centrodestra nello spirito di Pratica di Mare, che tenendo fermo l’ancoraggio atlantico dell’Italia ha aperto però a una collaborazione e associazione della Russia alla Nato. Le sanzioni hanno penalizzato “la nostra economia, più che la Federazione Russa”.

E ha ricordato che l’unica vera riforma dell’Università nel segno del merito è stata quella del governo Berlusconi con Gelmini ministro. “La valorizzazione del merito è la chiave per far tornare in Italia i cervelli in fuga”.

Nessuna conseguenza locale per la scelta del governo giallo-verde. La collaborazione tra Forza Italia e Lega è illesa e pienissima, lo si vede soprattutto al Nord (a Brescia si voterà tra un mese). E nessun rischio di un drenaggio di consensi dagli azzurri al Carroccio. “Stare all’opposizione la consideriamo una opportunità”. Tanto più adesso che Berlusconi tornato ricandidabile rimane saldamente il leader. “Non esiste Forza Italia senza Berlusconi, ma al tempo stesso Forza Italia è un’esperienza destinata a durare, perché ormai è profondamente radicata nel territorio”.

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