Formazione e competenze: la chiave del successo in Lombardia

La Regione punta sugli ITS per rilanciare il mercato del lavoro. Sul palco di Panorama d'Italia le testimonianze di ragazzi, enti di formazione e aziende

Its-Bergamo

Il Dibattito: "Istituti Tecnici Superiori e imprese nel territorio lombardo" nella sede di Confindustria Bergamo - 10 maggio 2018 – Credits: Ada Masella

Chiara Raiola

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Una mattinata dedicata al tema del lavoro e alle nuove prospettive d’impiego in un mercato in grande evoluzione. A Bergamo in occasione di Panorama d’Italia si parla di giovani e di formazione nel dibattito "Istituti Tecnici Superiori e imprese nel territorio lombardo”.


La strategia della Regione Lombardia

La Regione Lombardia è da sempre in prima fila con una politica che punta sulle filiere professionalizzanti e sulla valorizzazione degli Istituti tecnici superiori (Its). Gianni Bocchieri (direttore generale Direzione Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia) invita subito i tanti ragazzi presenti in sala a non scoraggiarsi per il futuro: “Bisogna investire sulle competenze e voi avete fatto una scelta coraggiosa. Conseguire un titolo di studio di scuola terziaria significa avere una professionalità che non ha nulla da invidiare a una formazione universitaria”. La Regione Lombardia, sottolinea Bocchieri, ha sfruttato tutte le sue prerogative istituzionali per costruire dei percorsi di formazione strategici per i ragazzi e per le aziende: “In Lombardia ci sono 18 istituti tecnici superiori e 4 sono in provincia di Bergamo”.

 

Un territorio, quello bergamasco, che vanta un settore eccellenza: “Siamo la seconda manifattura d’Europa dal punto di vista del valore aggiunto creato - sottolinea Sara Pavesi, responsabile Area Education Confindustria Bergamo - mentre oltre il 30% degli addetti nel settore meccanico e metallurgico opera nell’alta tecnologia”. E’ grazie all’innovazione che si resta competitivi sul mercato: le tecnologie 4.0 offrono nuove opportunità di sviluppo e di lavoro. E gli Istituti tecnici superiori sono la via maestra: “sono delle palestre per i ragazzi che si mettono in gioco tutti i giorni - chiarisce Sara Pavesi - ma anche per le aziende e per gli insegnanti. Il territorio di Bergamo ha un tasso di disoccupazione del 4,2%, bassissimo. Non passa giorno che io non riceva telefonate dalle nostre imprese che richiedono giovani con le competenze giuste da assumere in azienda”.

L'importanza dell'innovazione tecnologica

Il punto di partenza, dunque, è l’innovazione tecnologica. Ne è convinto Angelo Failla, direttore Fondazione IBM Italia: “stiamo vivendo un periodo di accelerazione con la robotica e l’intelligenza artificiale. Cambia velocemente il mondo del lavoro, nascono nuove attività, nuove competenze e, quando diventano strutturate, vengono fuori nuovi ruoli aziendali. Alla fine del percorso nascono nuove identità professionali”. Per questo, dice ancora Failla, “investire sulla formazione è cruciale. Gli Istituti tecnici superiori arricchiscono la vostra possibilità di scelta per il futuro”.

Le esperienze sul campo

Lo sanno bene i tanti ragazzi che hanno portato la loro testimonianza assieme agli enti di formazione e alle aziende con le quali hanno costruito il loro percorso. È il caso di Nicolò Guerrini che, dopo un corso di formazione e un contratto da ricercatore, ha ottenuto un contratto a tempo indeterminato alla Chimiver Panseri S.p.A.. Oscar Panseri, direttore generale dell’azienda, racconta che “i percorsi degli Istituti Superiori hanno saziato la nostra fame di profili”. Per Giuseppe Nardiello, presidente della Fondazione Istituto tecnico superiore per le nuove tecnologie della vita, infatti, è questo il modo migliore per “favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e offrire loro la possibilità di rafforzare le competenze”.

La pensano così anche Giuseppe Longhi, presidente della Fondazione Mobilità Sostenibile che collabora con Flavia Morbio dell’azienda Optimas Oe Solutions, Valeria Corsini coordinatore Its Lombardia Meccatronica che ha portato il caso dello studente Luca Colombelli e di Aris Quadri, tutor aziendale di Clay Paky Spa. Andrea Giorgini, ex studente oggi tirocinante di Acoplex dove ha svolto la sua formazione grazie all’Its per le nuove tecnologie del “made in Italy”, racconta di un’esperienza utilissima: “per chi ha voglia di mettersi in gioco è la strada giusta”.

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