Chiara Raiola

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Innovazione, digitalizzazione, ricerca e un atteggiamento etico nei confronti del fare impresa. L'imprenditoria a Torino guarda in questa direzione per continuare nel percorso di risalita iniziato negli ultimi anni di crisi economica.

Esempi di tenacia e coraggio hanno testimoniato storie e le loro visioni del futuro a Torino, nell'incontro "L’Italia riparte da Torino" organizzato in occasione di Panorama d'Italia nella cornice di Palazzo Madama. "L’Italia riparte da Torino non è solo uno slogan" ha sottolineato il direttore di Panorama Giorgio Mulè, "ma raccoglie il significato di quello che sta succedendo in questa città". 

Le grandi potenzialità del territorio
A mettere sul piatto le potenzialità del territorio è il presidente dell’Unione industriali di Torino: "La crisi ha colpito in modo importante le nostre imprese, sottolinea Dario Gallina. "Le previsioni però sono positive. Ci sono tutti i presupposti per pensare ad una crescita”. A partire dalla spinta sull'innovazione: "Serve un’accelerazione importante sull’industria 4.0. Dobbiamo puntare sulla capacità di attrarre nuovi investimenti facendo squadra con le istituzioni”.

La forza della digitalizzazione
Ricerca e innovazione devono camminare di pari passo. “Per noi sono temi familiari - dice Luca Altieri, direttore marketing, comunicazione e citizenship di Ibm Italia - Torino ha un tessuto imprenditoriale molto forte, 300 mila aziende, ma solo il 6% ha una digitalizzazione spinta. La maggior parte delle imprese digitalizza solo la produzione, ma bisogna guardare all’intera filiera. Solo così si fa industria 4.0”. Come? Utilizzando i dati: “Le informazioni se usate in maniera corretta permettono all’azienda di trarre poi le azioni successive in maniera sicuramente efficace”. Ibm ha il sistema Watson che “aiuta le imprese a trasformarsi digitalmente”.

Organizzare la tecnologia
La società Bip ne è un esempio. È la prima societò di consulenza in Italia con 1.200 persone in organico che opera in 13 sedi nel mondo. “Siamo una società timida, come la nostra città - afferma Carlo Capè, amministratore delegato di Bip - lavoriamo molto in Piemonte, il territorio è fertile, soprattutto Torino. Qui è stato aperto il primo innovation hub, la città è sede di poli tecnologici e di aziende che esportano tecnologie in tutto il mondo. Il nostro mestiere è quello di aiutare le imprese a selezionare le tecnologie utili al business, al prodotto piuttosto che al marketing o ai macchinari”.

Ricerca e innovazione
Di investimenti in tecnologia sa qualcosa Grimaldi Lines. L'armatore conosciuto in tutto il mondo ha investito 750 milioni di euro per la costruzione di 10 navi che trasporteranno ottomila autovetture Fca: “Due, in particolare, - dichiara Manlio Morrica, dirigente di Grimaldi Lines - sono dedicate proprio a questa città, Grande Torino e Grande Mirafiori. Noi prendiamo le vetture dagli stabilimenti e li consegnamo in tutto il mondo”. La collaborazione con la Fiat, racconta, è iniziata alla fine degli anni ’60: “L’azienda aveva l’esigenza di trasportare vetture in Inghilterra e così venne convertita una nave per il trasporto delle banane”. Da lì si è rafforzato sempre di più il legame con la città.

L’etica d’impresa
Un uomo che rappresenta Torino per definizione è Enrico Salza, banchiere di lungo corso e presidente di Tecnoinvestimenti: “Credo in Torino e negli italiani, nonostante tutto io rimango un ottimista. Nessuno al mondo ha la nostra capacità di affrontare i problemi. Ma bisogna avere anche altre doti a cominciare dai valori. Non bisogna scoraggiarsi mai e avere cura dei propri collaboratori”.

L’etica di impresa è un tassello importante per la crescita. “Avere un sistema etico facilita gli investimenti, se sei credibile superi tante difficoltà”, sottolinea Gallina. Norme e comportamenti devono far parte del dna anche delle aziende di consulenza, aggiunge Capè. La tecnologia non fa mai a pugni con i valori, aggiunge Altieri, anzi “ne porta altri”. Il futuro, la crescita, per Morrica, “non può fermarsi solo alla politica degli investimenti”. E Salza conclude rivolgendosi ai giovani che affollano la sala di Palazzo Madama: “Abbiate sempre il coraggio di criticare, è un vostro diritto”.

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