Chiara Raiola

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“Ho comprato 50 biglietti per la mia famiglia e per i miei amici e ho appena accompagnato mia nonna di 92 anni al cinema. Sono orgogliosissimo”. Luca Argentero, torinese doc, è in città per promuovere il suo ultimo film “Il permesso, 48 ore fuori”. E si racconta a Panorama d’Italia rispondendo alle domande di Piera Detassis, direttore di Ciak (qui il Facebook Live)

La passione per il cinema
“È una nonna rock, la mia - esordisce Argentero - si chiama Fernanda, sono sicuro che apprezzerà il film e che mi criticherà se sarà necessario, lei è molto diretta”. Gli amici torinesi, invece, sono pigri, vanno poco al cinema “e mi dispiace perché i film vengono fatti e pensati per le sale cinematografiche e non per il salotto di casa. Negli anni Sessanta era un’occasione sociale, il luogo dove dare il primo bacio, dove andare quando si saltava la scuola. Quando sono a casa ci vado spesso; per me è proprio un’esigenza, sono anche un collezionista di dvd”.

Il ruolo di Claudio Amendola
Ed è proprio il cinema che sta ormai segnando la carriera del giovane Argentero. Claudio Amendola, regista del suo ultimo film, “mi ha dato una grande opportunità”, racconta.
Del resto Argentero vive il mestiere di attore come una perenne scuola: “il set per me è questo, io non ho mai studiato in accademia”. Il Permesso, 48 ore fuori è arrivato al momento giusto: “A volte le offerte di lavoro vanno in sintonia con quello che ti accade nella vita e tu le porti dentro la tua storia”.

Le radici torinesi
Il giovane attore del resto ci ha sempre tenuto ad apparire "serio": un'eredità, dice, del suo essere torinese. “Le mie radici mi hanno insegnato il rispetto del lavoro degli altri, la serietà. È anche grazie alla mia famiglia se nel mio dna ci sono la precisione, il rigore, il rispetto delle regole che porto sempre con me. Il "grazie/per favore" sono una sanissima abitudine torinese e io ho cercato di esportarla”.

Il piano B
Serietà e anche consapevolezza dei limiti. Argentero racconta di tenere sempre aperta una via di fuga, un "piano b". "Sono fortunato perché sono in una fase della vita in cui ho tante proposte" dice a Piera Detassis. "Mi appassiono ad alcune idee e cerco di metterle in pratica per non sentire un vuoto pneumatico quando non sono sul set”. Ci sono momenti che “ho bisogno di stare lontano dalle persone, sento la necessità di decomprimere. E allora faccio l’olio o mi leggo un libro”.

Il rapporto con la stampa
Luca Argentero parla a ruota libera. Ribadisce la sua contrarietà alla stampa rosa e alla sua aggressività: "non credo che il mio ruolo imponga il diritto all’aggressione”. E sul suo passato dice: "non rinnego il Grande Fratello", trampolino di lancio della sua carriera: "poi ho scoperto di saper fare l’attore con Lezioni di cioccolato”.

Il futuro si chiama “Sirene”, una commedia fantasy: “io sarò un umano che viene irretito dalle sirene: è molto divertente, andrà in onda in autunno su RaiUno”.

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