"Marchionne lascerà Fca nel 2019. Il 2018 lo farà tutto perchè vuole portare avanti il piano del gruppo ma poi andrà via. In Fca abbiamo tantissime persone brave che potranno succedergli".

Lo ha detto il presidente di FCA John Elkann intervistato nell'ambito del tour Panorama d'Italia 2017 dal direttore di Panorama Giorgio Mulè nella bellissima cornice di Palazzo Madama a Torino. "Fca va avanti sotto la guida di Marchionne - ha aggiunto Elkann - ma con lui lavora una squadra di persone brave. Marchionne continuerà a lavorare con noi. Si occupa di Ferrari in modo straordinario e continuerà a farlo finchè vuole. Ci sono ancora molte cose da fare insieme".

E poi: "Marchionne è un talento unico, noi abbiamo avuto moltissima fortuna a lavorare con lui".

L'editore e il tifoso
Ma l'incontro con John Elkann ha riseravato ancora altre soprese e ha mostrato due volti meno conosciuti del presidente di Fca: quello dell'editore e del tifoso "speciale" di calcio (nonché presidente di Exor, la holding proprietaria della Juventus). 

"Ho letto la sua lettera agli azionisti de La Stampa e del gruppo L'Espresso: è quasi un articolo di giornale, tradisce la sua grande passione per l'editoria" gli dice Mulè sottolineando soprattutto la citazione dell'artista tedesco Hans Hoffman in cui si dice che "per far emergere il necessario si debba eliminare il superfluo".

"Sarà uno dei mantra che guiderà Gedi (il nome della nuova società nata dalla fusione tra Ited e Gruppo L'Espresso) nel cercare di riuscire a ingaggiare i lettori di domani" dice Elkann che non si tira indietro anche su temi scottanti come le indagini che coinvolgono la Juventus: "Ho fiducia nelle istituzioni, convinto della validità di quanto la Juve e la sua dirigenza hanno fatto, allineato con Andrea (Agnelli) e le persone con cui lavora nel portare avanti una difesa legittima. La verità verrà fuori - aggiunge - Dispiace per quanto detto, ma siamo abituati: il rovescio della medaglia di chi vince è essere più visibile".

Manda poi un "in bocca al lupo" al ct Ventura (anche lui ospite di Panorama d'Italia) e gli raccomanda di "preservare i tanti giocatori della Juve che giocano in Nazionale".

Investire nell'istruzione
In sala ci sono anche i ragazzi del Liceo Massimo d'Azeglio e la loro presenza rende inevitabile che buona parte della conversazione abbia a che fare con il mondo della scuola, che la famiglia Agnelli, con l'omonima Fondazione, ha da sempre molto a cuore, sulla linea del learn (impara), earn (guadagna), give back (torna e dài qualcosa al territorio da cui sei partito).

"Il mio trisnonno, il senatore Giovanni Agnelli, fondatore della Fiat, era un uomo illuminato. Che ha sempre creduto che l'imprenditore avesse anche un dovere, una responsabilità sociale. E come lui i suoi successori. Oggi tutto ciò converge nella nostra Fondazione, una delle importanti istituzioni filantropiche del nostro Paese, che celebra i suoi 50 anni di vita con una serie di iniziative che delineano la nostra visione sulla scuola del futuro, a partire dalla sua sede che sta per diventare un luogo aperto alla città, dove l'attività educativa si combina con quella imprenditoriale, coinvolgendo i cittadini, gli studenti, gli imprenditori".

E poi passa a elencare i progetti in progress, come Eduscopio oppure La scuola in ospedale (il progetto rivolto a giovani studenti costretti per problemi di salute a stare in ospedale o a casa e che consente loro di continuare a studiare con l'uso delle nuove tecnologie) oppure Torino a scuola, che porterà a ripensare completamente gli edifici scolastici in modo innovativo.

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