Chiara Raiola

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A Ragusa è di scena un altro sud, una provincia che porta ancora i segni della crisi, ma che ha una straordinaria capacità di ripresa grazie a un tessuto imprenditoriale forte: "Il saldo tra attività cessate e quelle attive è positivo", dice il direttore di Panorama, Giorgio Mulè introducendo il dibattito “l’Italia riparte da Ragusa” nel corso della tappa di Panorama d'Italia in città.

L’importanza dell’innovazione tecnologica

È un territorio fertile, sottolineano tutti i relatori presenti. Luca Altieri, director of marketing, communications and citizenship di IBM Italia, individua due grandi potenzialità: “le filiere importanti sulle quali lavorare sono in particolare l’agrifood e il commercio”. E Watson, il sistema di intelligenza cognitiva di Ibm, capace di elaborare milioni di dati in pochi minuti, è in grado di contribuire allo sviluppo delle aziende dei due comparti “per esempio utilizzando dei droni e stabilire, così, lo stato di salute dei campi coltivati per poi intervenire in maniera puntuale”. La risposta di questi territori sui temi dell’innovazione, precisa Altieri, “è più forte che in passato anche se restano dei gap importanti rispetto ad altre regioni d'Italia”.

Imprese made in Sicily

Ma il problema della Sicilia è anche un altro: riuscire a creare ricchezza, come spiega Tommaso Dragotto, presidente di Sicily by car. Il fondatore dell’autonoleggio made in Sicilia lamenta la difficoltà di interagire con le istituzioni “nemiche degli imprenditori. È soltanto la nostra passione, la nostra forza di volontà che ci permette di restare qui e di continuare a lavorare”. Dragotto chiede al neo presidente della Sicilia, Nello Musumeci, uno sforzo eccezionale sul turismo: “la nostra è una terra ricca di arte e cultura, dobbiamo raccontarci di più e meglio”.

Umberto Schininà, amministratore del Gruppo SCAR, si dice d’accordo: "Fare l’imprenditore in Sicilia è un’impresa davvero difficile. Da noi ancora si cerca lo stipendio fisso, c’è una scarsa propensione al rischio. Ma il vero scandalo è la formazione professionale. Inesistente”.

La formazione dalla Lombardia alla Sicilia

E pensare che proprio un ragusano è, nelle istituzioni lombarde, l’uomo chiave della formazione regionale. Gianni Bocchieri, direttore generale assessorato istruzione, formazione e lavoro della Regione Lombardia, racconta che “lì abbiamo creato un sistema che funziona e che ha avuto riconoscimenti internazionali, perché abbiamo finanziato non gli enti di formazione ma le singole persone". È un sistema virtuoso, quello lombardo. “Applicarlo qui è più difficile, ma non impossibile”, dice ancora Bocchieri, che lancia una proposta: “Realizzare a Ragusa una scuola di dottorato per la formazione della classe dirigente di domani”.

Che la formazione sia indispensabile alle imprese lo dice chiaramente anche Marcello Di Caterina, direttore generale di Alis: “noi facciamo molta formazione. La nostra associazione rappresenta 1.300 imprese che lavorano nel trasporto integrato, marittimo e logistica. La Sicilia è una regione molto importante per noi”.

Un caso imprenditoriale di successo

Un territorio ricco di imprese capaci di non arrendersi mai: è la Sicilia che racconta Antonello Irace, ad di 3SUN – Enel, che è un’eccellenza non solo regionale, perché è la più grande fabbrica di pannelli fotovoltaici in Europa. Controllata al 100% da Enel Green Power “a gennaio inaugureremo una nuova linea - spiega Irace - finanziata in parte da fondi europei. Sono 305 risorse che lavorano in azienda con un’età media di 30 anni e sono tutte siciliane. Insieme ad Enel esportiamo tecnologia all’avanguardia con il cuore siciliano”.

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