Chiara Raiola

-

Olbia è la città delle sorprese. Un dedalo di viuzze e angoli poco conosciuti da percorrere lentamente andando a caccia della storia passata. Olbia è una città nascosta. "Se avessimo la possibilità di abbattere questi edifici e di scavare appena un po', troveremmo una città romana" con le sue strade, i suoi templi, le sue terme.

Letizia è la guida che per Panorama d'Italia accompagna gli appassionati di storia e di arte nel primo appuntamento del tour nel cuore della Costa Smeralda: "Viaggio nella città segreta".

Un salto nel tempo

Per iniziare il giro si deve fare un salto con la fantasia immaginando di vedere quello che non appare, ma che è stato: Olbia fenicia, Olbia cartaginese, Olbia romana.

E dal porto si deve salire su, lungo Corso Umberto caratterizzato da una vista mozzafiato su Tavolara, la strada principale (oggi come ieri) quando gli antichi romani avevano eretto due templi dedicati a una divinità femminile e a una maschile. Sotto la sede del comune c'erano le terme: "L'acqua veniva portata da un acquedotto che attraversava tutta la città". Oggi pochi ruderi ne confermano l'antica presenza.

Dagli scavi romani alla necropoli

Gli scavi effettuati nel corso degli anni hanno portato alla luce resti di templi di epoca romana sotto ogni chiesa: da San Paolo a San Simplicio, il patrono della città. Non solo. A fatica resistono parte delle mura cartaginesi che circondavano Olbia. Qui, tra le attuali via Torino e via Acquedotto, la cinta costuisce una doppia cortina che conduce fino alle 450 tombe della necropoli ben conservata: "Di recente è stato eseguito un lavoro accurato di studio e di preservazione dei reperti", trasformando il sottosuolo della piazza antistante, con la chiesa di San Simplicio, in un vero e proprio museo.

Il cimitero "vecchio"

Sostando davanti alle mura del cimitero "vecchio", edificato in epoca napoleonica e "realizzato in parte con le pietre di età cartaginese" non si può non restare affascinati. Tra frammenti di ceramica a vernice nera con incisioni graffite e parti di anfore punica della metà del IV secolo a.C. si riscopre "la memoria antica di questa città", circondata da un mare che regala luci e colori inimitabili.

© Riproduzione Riservata

Commenti