Gianni Poglio

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Rino Gaetano, uno dei punti di riferimenti di Lorenzo Cilembrini, noto al grande pubblico come "Il Cile", cantava di un cielo sempre più blu. Il Cile no, lui canta di un cielo sempre più nero, nero come lo schermo di un tablet quando la batteria è completamente scarica: "Nero come le nostre ombre sull'asfalto con le teste chine sullo smartphone" racconta al Pascià Club di Olbia in uno degli eventi di Panorama d'Italia nella città sarda. "Ho scritto quelle parole nel testo di "Mamma ho riperso l'aereo" una delle canzoni del nuovo album, La fate facile. I più giovani sono letteralmente soggiogati da questa febbre social, si agitano come naufraghi in un mare virtuale, come se quella fosse la vita vera" spiega.

La vita reale fatta di sensazioni ed emozioni Il Cile l'ha messa nei brani del suo ultimo album, un disco in prima persona: "Io sono sempre più convinto che la verità nelle canzoni paghi. Questa volta ho scritto del dolore, della delusione per un grande amore finito e della conseguente voglia di rinascere, di ricominciare" racconta.

Tra gli eventi importanti della sua carriera un tour europeo di dieci date con gli Afterhours:"un momento molto rock and roll, sembrava un giro di concerti degli anni Settanta. I viaggi in furgone, lo smontaggio del palco. Sono da sempre in sintonia con Manuel Agnelli, credo che il disco degli Afterhours Hai paura del buio? sia una pietra miliare per un'intera generazione di musicisti".

Musicisti che si trovano a cercare visibilità in un'era della musica dove quel conta è la canzone non l'album: "Ci si gioca tutto in tre minuti, ma credo fermamente che la musica non sia un prodotto. Regalare un'emozione indelebile a chi ascolta dovrebbe essere l'unico obiettivo di chi compone. Il resto non conta nulla...". A fine intervista tre brani per chitarra e voce intensi e molto diretti: "Era bellissimo", "Buttami via" e "Cemento armato". Il potere della musica. Vera.

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