Sergio Luciano

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“Non tutti prendono seriamente come si dovrebbe la sostenibilità ambientale: e invece per cambiare i comportamenti di tutti dobbiamo concentrarci, a partire dalla formazione, dall’educazione dei bambini, per preparare proprio per loro un mondo migliore, un’aria respirabile”: Berardo Paradiso, imprenditore italiano da quasi quarant’anni a New York e presidente dello Iace, l’Italian American committee on education, lancia il suo appello ai tre governatori schierati a discutere di sostenibilità e buona amministrazione nel quarto e ultimo workshop di “This is Italy, parts unknown” alla Downtown Foundation di New York, per la tre giorni di eventi americana organizzata da Panorama.

E i tre governatori – Roberto Maroni, della Lombardia, Stefano Bonaccini dell’Emilia Romagna e Catiuscia Marini dell’Umbria – non si sottraggono all’appello e non lesinano né le descrizioni di quanto già fanno i loro enti per la sostenibilità ambientale, né gli impegni per il futuro.

“Investire in educazione è quello che stiamo facendo da sempre in Lombardia”, dice Maroni, discutendo col modernatore Pim Fox, giornalista di Bloomberg: “Abbiamo, come Regione, la responsabilità per la formazione e l’impiego, e in molti modi stiamo investendo per far adottare ai nostri giovani il giusto punto di vista su questi temi”.

Immancabili, con il governatore lombardo, le battute: come quando risponde a chi gli fa notare che indossa una cravatta verde (il colore della Lega), che quella newyorkese è made in Naples, col marchio Ulturale, e addirittura nasconde nel retro un piccolo corno  di corallo; o come quando Giovanna Peri – responsabile della comunicazione di Sicily By Car – riferisce della difficoltà che la sua azienda sta incontrando nel collocare in Sicilia, nei 400 punti prescelti, le colonnine di ricarica per il tour elettrico dell’isola che l’imprenditore, Tommaso Dragotto, ha deciso di rendere possibile in collaborazione con Enel e Renault. E il governatore lombardo sorridendo risponde: “Ma allora facciamo Lombardy by car!”, o un ”From Lombardy to Sicily by car”, naturalmente elettrico.

Il governatore dell’Emilia, Bonaccini, ricorda che con Maroni, ma anche con il governatore del Veneto Luca Zaia e del Piemonte Sergio Chiamparino, è stato concluso “un accordo storico in base al quale le 4 regioni prenderanno concordemente misure drastiche rispetto all’uso dell’auto a benzina quando l’inquinamento raggiunge le soglie critiche e accentueranno le iniziative a sostegno della diffusione dell’auto elettrica”.

“Servono”, prosegue Bonaccini, “politiche economiche e ambientali che permettano di sostituire o ridurre l’impatto dei mezzi privati inquinanti: l’incentivazione della sostituzione dei mezzi pubblici inquinanti; maggior investimenti sui collegamenti ferroviari, per cui nel 2020 in Emilia Romagna tutti i treni regionali saranno nuovi, con climatizzazione, accessi per i disabili e per le bici”.

Catiuscia Marini invece giustamente rivendica il record che la sua Umbria detiene nel mondo sul fronte della mobilità alternativa nei centri storici. Tra Assisi, Perugia e Spoleto (rappresentata al tavolo da Gilberto Giasprini, dirigente dell’Assessorato al Bilancio del Comune) “abbiamo perseguito progetti innovativi – dice la governatrice - riuscendo a realizzare varie forme di mobilità alternativa all’auto. Io penso che il futuro sia questo, ma in troppi casi siamo in ritardo. E noi stessi non abbiamo ancora usato tutte le opportunità che l’innovazione offre”. Il livello locale di governo, forte del rapporto diretto con i cittadini, “deve lavorare per cambiare la qualità della vita delle persone, ma contemporaneamente deve tener d’occhio un secondo livello, quello delle grandi sfide, come ad esempio la tutela dell’ambiente, su cui aggregare anche il supporto nazionale o europeo”.

E a volte sfidare l’impopolarità: “Chi ha responsabilità di governo deve decidere, anche se la gente non sempre gradisce”, osserva Maroni, “ma se la decisione è giusta ed è un investimento sul futuro va spiegata e attuata, poi gli effetti positivi che diverranno visibili col tempo restituiranno il merito a chi ha fatto le scelte. A Varese 30 anni fa ci fu una vera sollevazione contro la chiusura del centro al traffico ma fu fatta lo stesso, ed oggi tutti sono contenti”.

Bonaccini conclude poi soffermandosi sul tema dell’economia circolare: “In Italia non in tutte le Regioni è avvenuto su questo fronte il necessario cambiamento culturale. Nelle nostre tre regioni, che si collocano tra quelle virtuose nella raccolta differenziata, stiamo per arrivare al 70% del totale, un livello fino a qualche anno fa impensabile. Poi però occorre che nelle stesse Regioni ci sia la capacità di smaltirli, i rifiuti. E qui occorre la cooperazione con i governi. Gestire la sostenibilità è essenziale per poter crescere, senza crescita o con una crescita non sostenibile non temo problemi politici: temo guerre”.

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