Sergio Luciano

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“Per me, Milano è la casa, è le radici ed è il punto di partenza di un viaggio in tutto il mondo”: questo piccolo post-it arancione scritto da una bambina di 10 anni è stato colto da Giorgio Mulè, direttore di Panorama, come uno spunto perfetto per inaugurare la tappa milanese di Panorama d’Italia, nel pomeriggio del 15 ottobre in Piazza San Carlo a Milano, col sindaco Giuseppe Sala, il Prefetto Luciana La Morgese e con la Fanfara dei Carabinieri.

“Cento eventi in una settimana, tutti aperti al pubblico, tutti gratuiti, per scoprire gli angoli meno conosciuti di Milano, celebrare le sue eccellenze, gustare la sua enogastronomia”, ha detto Mulè: “Siamo qui come l’anno scorso, ma abbiamo arricchito il nostro programma, siamo felici di farlo, siamo sicuri del successo che ci sarà perché siamo a Milano. Sul tabellone qui nella casa di Panorama chiunque può postare una sua domanda per il sindaco che risponderà nell'intervista pubblica in questi giorni”.

 

La fanfara dei Carabinieri

L’Inno di Mameli, suonato in apertura, dalla Fanfara del 3° Reggimento dei Carabinieri “Lombardia”, diretta da Andrea Bagnolo, ha creato quell’atmosfera che, in un modo o nell’altro, solennizza i momenti collettivi: “Ora è arrivato anche il bel tempo, ai romani abbiamo lasciato poco!”, ha stemperato con questa battuta Giuseppe Sala, che ha ringraziato Panorama dell’iniziativa: “Milano è sempre più, e vuole essere, una grande città del mondo. Di persone nate qui da madri e padri milanesi ce ne sono poche, io stesso non lo sono”, ha proseguito il sindaco, “ma questa è sempre stata la vera forza della città, l’accoglienza e l’inclusione, e la città cresce proprio grazie al fatto che tutti fanno la propria parte”.

Il prefetto di Milano Luciana La Morgese, ha aggiunto che ormai “si può parlare anche delle ottobrate milanesi, come una volta si parlava di quelle romane. Anche se per crescere Milano non ha bisogno necessariamente del bel tempo ma di crescere nella sicurezza, grazie alle sinergie tra le istituzioni”.

Ancora musica, con un classico della canzone lombarda, O mia bela Madunina, arrangiato dal maestro Bagnolo. E ancora, uno degli ”altri inni” della musica popolare italiana, “Azzurro” di Adriano Celentano, con cui la fanfara si congedata dai milanesi.

Il Coro di voci bianche del Conservatorio

Ma subito, e ancora all’insegna della musica, la tappa è entrata nel vivo con l’esibizione nella Chiesa di San Carlo del coro delle voci bianche del Conservatorio di Milano diretto dal maestro Edoardo Cazzaniga.

Trenta bambini dai 9 al 15 anni, che provano due volte la settimana e si esibiscono in mille occasioni, con un repertorio di decine e decine di brani classici. Trenta bambini e bambine che nella meravigliosa basilica di San Carlo al corso avrebbero dovuto cantare, da programma, solo cinque brani ma che in realtà sono andati avanti, invece, per uno, due e tre bis…

"È l’amore per musica classica che cerchiamo di trasmettergli, e pensiamo di riuscirci, perché vediamo in loro un trasporto e una passione che lo dimostrano”, racconta Edoardo Cazzaniga, il direttore del Coro.

Accompagnate solo da una tastiera, le voci bianche hanno, inutile dirlo, incantato il pubblico: Marien Wiegenlied di Reger; Stella coeli di Haydn, Nigra Sum di Casals, La carità di Rossini, Veni Domine di Mendelssohn, come primo bis: “Ecco, sono stati i nostri bambini a scegliere Veni Domine l’ultima volta che alla fine di un’esibizione ci è stato chiesto un bis”, continua Cazzaniga: “E questa è proprio musica classica: vuol dire che siamo riusciti a trasmettere l’amore per questa elevatissima espressione della creatività umana”.

“Questo coro è una bella cosa”, dice il direttore di Panorama Giorgio Mulè a fine concerto, con tutto l’orgoglio di un maestro appassionato, “perché il conservatorio, celebre in tutto il mondo ed impegnato in una didattica di livello universitario, dimostra di avere ancora un occhio di riguardo per i piccoli, e questo è molto importante”.

Il Conservatorio di Milano ha ottenuto fin dal 1993 l’autorizzazione ministeriale ad istituire un Corso straordinario di Coro di voci bianche, che appunto Cazzaniga dirige dal 2009. Fino all’anno 2010/11 il Corso si è tenuto in collaborazione con il Teatro alla Scala, come Coro di voci bianche del Teatro alla Scala e del Conservatorio G. Verdi, in virtù di una convenzione stipulata tra i due enti. Da allora in poi il Coro è stato gestito totalmente dal Conservatorio che ha mantenuto il Corso corale di voci bianche.

I più grandi compositori hanno scritto per il coro di voci bianche: la tradizione legata ai Pueri cantores e alle Scholae Cantorum in Italia; la tradizione dei Kinderchor e dei Knabenchor, presente soprattutto nei paesi di lingua tedesca; l’attenzione nei riguardi della musica infantile nei paesi dell’Est europeo ne danno testimonianza.

Il maestro Edoardo Cazzaniga ha studiato composizione, diplomandosi brillantemente in Musica corale e Direzione di coro proprio a Milano. Mediante la collaborazione con G. Schmidt-Gaden si è specializzato nell’educazione vocale delle voci bianche. Appassionato, tra l’altro, di musica sacra, ha tenuto per anni corsi estivi di pedagogia vocale nel Pontificio Istituto di Musica sacra di Roma.

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