Antonio Carnevale

-

Non lo si direbbe mai che qui, appena dietro la centralissima piazza San Babila, a Milano, scorreva il naviglio. E mai si direbbe che a pochi passi dal pullulare della folla milanese del centro, là dove un tempo scorreva l’acqua, in via Cino del Duca, c’è uno dei palazzi più spettacolari della città. È il Palazzo Visconti. La sua costruzione risale agli anni Trenta del Settecento. Ma la Storia gli ha poi consegnato diverse stratificazioni di bellezza. Fino a farne ciò che oggi possono scoprire i pochi privilegiati visitatori.

Le origini del palazzo

È il XVIII secolo quando Giuseppe Bolagnos, nobile, ricchissimo magistrato e ambasciatore per il governo di Spagna (che allora dominava Milano), ne decide la costruzione. Alla metà del secolo successivo, il sontuoso palazzo entra però nel novero delle proprietà della famiglia Visconti (e di quella casata porterà il nome fino ai nostri giorni). Sulle mura fa la sua comparsa il noto simbolo del Biscione (che ancora oggi ne è l’emblema).

All'epoca di Luchino Visconti

Ed è agli inizi del 900 che all’edificio s’imprime quel carattere Liberty, quello "spirito modernizzatore", cioè, che a tanta maestosità può ancora oggi sommare vampate di leggerezza. Fu un notissimo Visconti, il Luchino del grande schermo, che qui visse 18 anni, a deciderne nuova decorazione, affidando la ristrutturazione del Palazzo all’architetto Alfredo Campanini.

Ecco allora comparire nuovi pavimenti in marmo nelle sale del piano nobile, fregi con vedute architettoniche, e nuovi soffitti di legno che furono testimoni di concerti e feste memorabili. Una colta mondanità transitava infatti per un luogo che nella sua storia aveva già visto ospiti eccellenti come Mozart, Giuseppe Verdi, Alessandro Manzoni, il Generale Radetzky e lo scrittore Guillaume Apollinaire, a lungo legato sentimentalmente, quest’ultimo, proprio a una donna della famiglia Visconti.

Dentro il palazzo Visconti

Una storia fatta di meraviglia ad ogni angolo di secolo, quella del Palazzo Visconti, dunque. Che è stata ripercorsa per gli ospiti di Panorama d’Italia dalla storica dell’arte Alessandra Filippi (dell’associazione 'Città Nascosta Milano').

Un lungo itinerario ricco di aneddoti tra i Saloni delle feste, alla scoperta dei suoi affreschi; nel cortile bellissimo, con lo spettacolare ingresso a esedra, attorniato da un portico di colonne binate e dalla balconata barocca; e ancora, una sosta di contemplazione di fronte alla Fontana di Venere.

Al termine della visita, l’attiguo Teatrino della Fondazione Bracco, dove per l’occasione sono state proiettate immagini d’epoca del Palazzo Visconti. Un Palazzo denso di storia, destinato a rimanere nella storia.

© Riproduzione Riservata

Commenti