Antonio Carnevale

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A due passi dall’Arena Civica del Parco Sempione, a Milano, in via Repubblica Cisalpina, c’è una delle architetture storiche più importanti della città e (forse) meno conosciute dai milanesi. È la Palazzina Appiani, un bene del Comune che, a partire dal 2015, è nelle cure del Fai (Fondo Ambiente Italiano). Con i suoi volontari, il Fai si occupa della sua gestione e promozione. Tuttavia, tra i tanti gioielli della città, questo meraviglioso luogo non è ancora entrato a pieno titolo nell’immaginario delle eccellenze storico-artistiche milanesi. Per questo motivo, Panorama d’Italia, grazie a Fai, offre visite guidate alla scoperta di quell’architettura simbolo di una importante stagione della storia milanese, e fortemente legata alla figura di Napoleone Bonaparte.

La dimora di Napoleone

La Palazzina Appiani, infatti, nasce come tribuna d’onore per ospitare la famiglia di Napoleone, che la volle per le sue apparizioni pubbliche in città. L’edificio dalle linee sobrie è una delle poche testimonianze rimaste degli ambiziosi piani urbanistici concepiti dall’imperatore francese tra la fine del Settecento e gli inizi del secolo successivo.

Un passo nella storia. Il 26 maggio 1805 Napoleone è incoronato re d’Italia a Milano. La città è in piena crescita, allora. E punta a diventare una novella Parigi. Lo stesso Napoleone, innamorato della città lombarda, ne stimola lo sviluppo in ambito artistico, con uno stile non a caso Neoclassico: che mira, cioè, a celebrare la personalità dell’imperatore come "nuovo Cesare". È in questo clima di slancio che prende forma una nuova area metropolitana: Foro Bonaparte, un nuovo “centro-città”, una specie di contro-canto laico a piazza del Duomo, dove prende forma anche l’Arena, un grande spazio scenico destinato a ospitare gli spettacoli più diversi, dalle battaglie navali alle corse di cavalli e bighe, dai giochi di gladiatori ai fuochi artificiali.

Palazzina Appiani ieri e oggi

La Roma dei tempi d’oro vuole rivivere così nella Milano di Napoleone. E visitare oggi la Palazzina Appiani vuol dire immergersi proprio in quel clima fastoso, rievocarne la grandeur, godere della bellezza neoclassica e senza tempo di pittori come Andrea Appiani e di archistar dell’epoca come Luigi Canonica.

Nella palazzina si scopre così l’antico ingresso coperto per le carrozze, ci si spinge all’interno tra gli splendidi pavimenti a mosaico, si vedono i fregi dipinti che si rifanno all’antichità greca e romana. Un tuffo nel passato, insomma, in un edificio che grazie al Fai ha ripreso a vivere da protagonista nella storia cittadina, accogliendo visitatori da tutto il mondo e ospitando eventi di ogni tipo. Un meraviglioso salotto affacciato sulla grande storia di Milano. Che Panorama d’Italia, sempre a caccia di eccellenze da valorizzare, non poteva certo trascurare.

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