Stefania Berbenni

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“Continuiamo a lamentarci, perdiamo tempo a brontolare su questo e su quello, ci concentriamo solo sulle cose negative e non vediamo il bello della vita. Bisogna provare, buttarsi, sperimentare. È questa è la mia filosofia”. 
Se chi pronuncia queste parole non vede perché nel 2011 un tronco caduto gli ha provocato una cecità totale, il discorso è ancora più forte, potente, “un’onda espansiva” come la chiama lui.

Chi è Oney Tapia

Lui è Oney Tapia, 41 anni, un corpo da Bronzo di Riace, cubano di nascita, atleta fin da giovane e ora campione dei giochi paralimpici. Anche vincitore dell’ultima edizione di Ballando con le stelle, dove ha dimostrato che il non vedere non significa finire di vivere. “È più facile dire che si è un disabile, starsene nel proprio mondo piuttosto che sfidarsi e rimettersi in gioco. Io ho scelto di ripartire. E mi ritengo fortunato perché riesco a muovermi, ho conosciuto tante persone in carrozzella, dei ragazzi che giocavano a ping pong con la lingua. Devo lamentarmi? No, benedetto quel tronco, lì è morta una persona e ne è nata un’altra. Questa cecità mi ha dato un sacco di valori che prima non vedevo. Adesso che non vedo, li vedo”.

Tapia, il guerriero

Non un gioco di parole, ma un messaggio toccante che la platea di Panorama d’Italia ha accolto ammirata. “Sono nato in un quartiere a Cuba dove prima devi imparare a difenderti e poi a scrivere. Ho fatto anche pugilato, cosa che mi ha aiutato a sopravvivere”. 
La madre di Tapia diceva del figlio bambino “è un guerriero”. “E aveva ragione, lei sentiva già il mio carattere combattivo mentre ero nella sua pancia. Certo, il momento di sconforto profondo c’è stato, soprattutto all’inizio, subito dopo l’incidente. È in quel passaggio che devi capire cosa puoi e vuoi fare. È il momento in cui devi spronarti per andare avanti”.

Le vittorie

Tapia avanti è andato molto. Una medaglia d’oro e una d’argento negli sport che pratica ora (lancio del disco e getto del peso), una popolarità grazie alla tv, un impegno per associazioni varie. Quando gli hanno proposto di partecipare a Ballando con le stelle ha pensato: “Vediamo come sarà?”. Poi però aggiunge: “Ma se avessi saputo cosa mi aspettava, non ci sarei andato”. È stata tanta tanta la fatica, dovevo preparare due coreografie a settimana e intanto non potevo abbandonare gli allenamenti. Sono dimagrito, dormivo pochissimo. Poi però mi sono detto: divertiti, fai questo percorso, sfidati. E così è stato”.

Vedendolo dominare la pista, commuovere i giurati, tanti ragazzi disabili hanno trovato il coraggio di provare a fare anche loro qualcosa. “Mi hanno scritto. Hanno capito che sforzandosi si può tutto. Io ho scoperto dentro di me un mare di forza e delle qualità che erano lì ad aspettarmi”. Tapia va avanti, il suo “pensiero positivo” è veramente un’onda che contagia: “Ho pensato che, tramite Ballando, avrei potuto affermare che nella vita tutto è possibile, certo costa fatica. Ma la cosa più faticosa è non fare nulla”.

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