Chiara Degl'Innocenti

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Simpatico, camaleontico, istrionico Gerry Scotti. Scegliere uno dei suoi programmi migliori tra il mazzo dei suoi successi è difficile anche se, come confessa lui stesso, il 1989 è stato l’anno che più lo rappresenta. E sul palco milanese del teatro San Babila il conduttore, intervistato dal direttore di Tv Sorrisi e Canzoni Aldo Vitali, si racconta al pubblico di Panorama d’Italia.

“Sono figlio di contadini. Per poco non nascevo nella vigna dove i miei stavano lavorando”. Zero fronzoli, tanta modestia. “La mia carriera parte come archivista per poi passare, per caso, a quella di dj. Dalla mattina alla sera, senza preavviso”.

Quando aveva 30 anni Gerry si afferma infatti con “Deejay television”, il "Festivalbar", “Smile”, contenitori creati ad hoc per i giovani. Poi, proposto da Fatma Ruffini, la storica autrice Mediaset e artefice di programmi fortunati come “Scherzi a parte”, “Stranamore” e “Karaoke”, si lancia in una nuova avventura: “Il gioco dei 9”. Un salto nel buio, dopo per esempio la conduzione davanti al pubblico di 20 mila persone all’Arena di Verona.


Un’impresa folle, ma di successo che lo porta, anno dopo anno, a festeggiare 34 anni di carriera a casa Mediaset. E non sentirli.

Devo tutto a Cecchetto che ha creduto in me e nel fatto che potessi diventare 'Gerry Scotti' ancor prima che ci credessi io”. E poi, sorridendo,  ricorda ancora: “Una volta il presidente Silvio Berlusconi incontrando Claudio in un corridoio di Palazzo dei Cigni gli domandò: ‘Con tutti quelli che potevi scegliere, hai preso uno che sembra il mio ragioniere in Brianza’”.

La platea di Panorama d’Italia si scalda, partono gli applausi, le risate e la narrazione di questo storico campione d’incassi televisivi continua. “La mia carriera è stata un’avventura umana speciale, come ci insegnano gli scrittori del passato. Non sono mai stato un tipo avventuroso, ma in due o tre frangenti ho usato quel pizzico di follia e coraggio che nelle altre cose non avevo mai messo. Non avrei mai pensato di vivere un'esperienza così bella. Sia se penso al pubblico che ai colleghi”.

Come l’affetto che lo lega al periodo in cui registrava la sitcom con l’attrice Maria Amelia Monti. “‘Finalmente Soli” è una delle cose più belle che io abbia mai fatto in vita mia". Ma alla domanda del direttore Vitali su come Scotti veda il futuro, arriva la nota dolente. “Oggi sembra tutto cambiato: la tv d’intrattenimento ha subito una sorta di rivoluzione. Oramai le Reti preferiscono comprare serie inglesi o spagnole. Non si vuole investire più in sitcom italiane. Ma io spero nel ritorno del Telegatto. Ne ho vinti una decina e proprio quando ero arrivato a un numero consistente hanno smesso di fare la trasmissione”. Ancora risate, applausi e il sipario sulla serata si chiude.

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