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Cicap: come e perché la mente ci inganna - VIDEO

Panorama d'Italia incontra a Milano Massimo Polidoro, in un viaggio attraverso le illusioni della realtà e i fenomeni apparentemente inspiegabili

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Chiara Raiola

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Tanti ragazzi, una platea di under 30, concentratissimi e divertiti ancora prima di cominciare. Ma anche qualche testa brizzolata e occhiali da lettura spuntano qua e là in mezzo alla sala del Mudec, il Museo delle Culture di Milano, tutti pronti a seguire Massimo Polidoro, scrittore, giornalista e segretario nazionale del Comitato per il controllo delle affermazioni sul paranormale (Cicap), che racconta al pubblico di Panorama d’Italia 'Gli inganni della mente: quando l’incredibile sembra credibile'.

Ed è un’ora di scoperte, emozioni e sorprese. “Tutti noi siamo attratti dal mistero, da quello che non conosciamo”, esordisce Polidoro passando il testimone ideale ad Albert Einstein secondo il quale “la più bella esperienza che possiamo fare è di incontrare il mistero, emozione che è culla dell’arte e della vera scienza”.

Il ruolo del Cicap

Lo scienziato lavora come un detective, dice Polidoro, fa delle ipotesi e poi trae delle conclusioni. Ma ci sono tutta una serie di misteri che la scienza, invece, non affronta. “Trent’anni fa è nata una associazione, Cicap, che indaga, verifica e sbugiarda vere e proprie truffe di cartomanti, fachiri, guaritori di vario tipo. Ed è nata sulla scia di una trasmissione di Piero Angela dedicata all’argomento”.

Quando il nostro cervello ci inganna

Ha cominciato proprio così Polidoro, incuriosito dal libro 'Viaggio nel mondo del paranormale' di Piero Angela e del suo protagonista, James Randi, un grande conoscitore di inganni: “Affascinato da questo personaggio ho scritto una lettera ad entrambi. Per un bel po’ di tempo sono stato un apprendista di Randi negli Stati Uniti”. E da allora Polidoro non si è più fermato.

Il punto è che la realtà che noi percepiamo è diversa da quella reale. Il nostro cervello nel corso dell’evoluzione, spiega Polidoro, ha semplificato la percezione e qualche volta ci trae in inganno. Un testo scritto in modo confuso riusciamo a leggerlo lo stesso, riusciamo a comprenderne comunque il significato. Ma di fronte a un incidente automobilistico o a una rapina quanto sono affidabili i nostri ricordi?

L’esperimento in sala

E, allora, via all’esperimento. Sullo schermo vengono proiettate le immagini di un gruppo di ragazzi che si passano la palla: “guardate solo quelli con la maglietta bianca, poi mi direte quanti passaggi avranno fatto”. Dodici, quindici, diciotto. Ognuno dà numeri diversi. Già. Ma chi ha visto il gorilla passare nel mezzo? Nessuno. Come è possibile? “Semplicemente - spiega Polidoro - non eravamo pronti, eravamo concentrati sui passaggi di palla. Ecco questo accade normalmente nella vita di tutti i giorni”.

Visto o immaginato?

Il cervello che è una macchina straordinaria ci trae ogni tanto in inganno facendoci vedere solo quello che c’è nella nostra immaginazione. Il caso classico è quello della forma delle nuvole o delle macchie su un muro. Pareidolia, si chiama questo fenomeno. “È quel meccanismo che ci porta a riconoscere dei volti o delle facce su alcune immagini. Una signora americana ha visto un volto su un toast sbruciacchiato, ha pensato fosse la Madonna, l’ha messa su ebay raccogliendo 20mila dollari. Sul niente, insomma, si può costruire un prodigio”.

Anche quando sappiamo che non c’è niente continuiamo a vedere le immagini che non ci sono. È facile essere ingannati. Tante volte i fenomeno inspiegabili sono prodotti della nostra immaginazione. “Le sedute spiritiche ottocentesche - dice Polidoro - avvenivano al buio, si iniziavano a sentire voci, aria fredda, rumori, passi. Tra coloro che si convinsero che lo spiritismo esisteva davvero fu perfino Conan Doyle, il papà di Sherlock Holmes”.

La forza della conoscenza

Insomma, molto spesso crediamo a quello che vogliamo credere. “Ci troviamo a parlare con persone che la pensano come noi e che rafforzano le nostre convinzioni. Smentire le bufale, togliere le illusioni, per esempio, che una cura sia una truffa per tanti è inaccettabile. Ma se noi vogliamo evolvere dobbiamo conoscere e la conoscenza porta incertezze”.

Di sicuro più sappiamo, più domande ci facciamo. La scienza, conclude Polidoro, è un metodo per conoscere la realtà. Einstein diceva: “Tutta la nostra scienza in confronto con la realtà è primitiva e infantile, ma è la cosa più preziosa che abbiamo”. Ecco, al Cicap “diciamo sempre che dobbiamo avere la mente aperta, ma non così tanto da far cadere il nostro cervello per terra”.

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