Luciano Lombardi

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Una città spaccata in due: per metà è simbolo di serenità, con i suoi abitanti che la ritengono un ottimo luogo in cui vivere, per metà muove sentimenti più contrastati, che la descrivono piena di contraddizioni, fino ad arrivare a definirla una specie di "giungla dal futuro incerto".

Così appare Bari in base ai numeri della ricerca "Bari, una città allo specchio" realizzata dalla società Inthera del Gruppo Mondadori, presentata dal direttore di Panorama Giorgio Mulè e discussa con il sindaco Antonio Decaro, ospite della prima giornata di incontri della tappa pugliese di Panorama d'Italia.

Eccola qui nel dettaglio:

L'importanza delle regole

"Bari è una città che muove emozioni molto varie - commenta Decaro - perché è un luogo per certi versi ideale, per altri segnato da molte difficoltà, tra le quali l'incapacità di capire l'importanza delle regole. Del resto, la nostra storia è quella di un territorio soggetto per decenni alla dominazione straniera e chi si avvicendava al potere, di volta in volta, di regole ne ha date poche. Oggi stiamo lavorando per insegnare a tutti a rispettarle. Ma affinché il processo porti dei frutti concreti ci vorrà del tempo".

Parla di dieci, forse venti anni, il sindaco, cioè il tempo necessario a compiere quel salto quantico di carattere culturale che cancellerà quel certo genere di paradossi che lui stesso esemplifica con un aneddoto vissuto in prima persona: "Una signora mi ha fermato indicandomi il cumolo di immondizia che interrompe il passaggio sul marciapiede mentre aspirava una sigaretta ridotta ormai a mozzicone che poi ha gettato per terra".

Il salto culturale

Di paradossi come questo, racconta Decaro, ne è piena la città, e proprio per far sì che ve ne siano sempre meno, l'amministrazione comunale ha avviato una campagna di sensibilizzazione molto ambiziosa che, con i suoi tempi, nell'intento dei suoi ideatori dovrebbe accrescere la qualità della vita nella città, che oggi - spiega Pamela Saiu di Inthera nel commentare un altro dato emerso dalla ricerca - appare quanto mai bassa, con una percezione da parte degli abitanti inferiore di ben 8 punti percentuali rispetto alla media nazionale e, addirittura, di 22 e di 10 rispetto a Bologna e a Torino.

La triade dei problemi

Ma quali sono i guai endemici di Bari e del suo territorio? I principali sono l'alto tasso di disoccupazione, l'arretratezza dei trasporti (il 49% del campione li considera inadeguati), la sanità (il 39% vorrebbe che funzionasse meglio).

Ma qualcosa è stato fatto e Decaro snocciola qualche cifra: 54 nuovi autobus appena acquistati, 29 euro necessari ad acquistare un biglietto per il treno diretto che, proprio a partire da questi giorni, permette di raggiungere Roma nello stesso tempo che in aereo, risparmiando diverse centinaia di euro o, ancora i 160 km di fibra ottica che saranno stesi nei prossimi mesi in tutta la città.

Flussi migatori

L'altro grande tema toccato dalla ricerca è quello dell'immigrazione che, fotografato dai risultati dell'indagine, rivela come i baresi - in media con gli italiani - siano poco soddisfatti di come i governi e le amministrazioni pubbliche gestiscano le politiche di accoglienza, senza tuttavia nutrire alcun sentimento di tipo razzista.

Anzi, nel 65% dei casi, gli intervistati hanno dichiarato di essere disposti a offrire il loro aiuto ai profughi, ed è un dato molto più elevato di quello registrato nelle città del nord e della media nazionale. E Decaro lo sa: "La solidarietà, l'associazionismo, il terzo settore sono nostri grandi punti di forza e come sindaco ne sono molto orgoglioso".

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