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Nickolas Butler, 'Sotto il falò' - La recensione

Una raccolta di racconti sull'angoscia e sui dubbi dell'uomo contemporaneo

Nickolas Butler è un autore di qualità per la sua capacità di osservare e restituire l’essenza più autentica della realtà e dell’essere umano. Lo avevamo già detto, in altri termini, parlando di Shotgun Lovesongs (il suo romanzo d’esordio del 2014, per Marsilio) e de Il cuore degli uomini (Marsilio, 2017). Lo ribadiamo ancora, per spiegare perché secondo noi il suo più recente lavoro intitolato Sotto il falò (ancora Marsilio e di nuovo tradotto egregiamente da Claudia Durastanti) sia un libro che non può mancare nelle nostre librerie di casa.

La natura che semplifica

Come per la sua precedente produzione, anche in Sotto il falò Butler ha scelto come sfondo il Midwest americano più selvaggio e naturale, un mondo agricolo e rude. Villaggi remoti, boschi, laghi gelati, jukebox, vecchi pick-up, locali sudici accompagnano le vicende di una nutrita squadra di personaggi tanto diversi quanto essenzialmente simili nella loro umanità e miseria. Sono molti i protagonisti perché questo libro è una raccolta di racconti: prima e riuscita prova in questo formato per Butler. Sono dieci storie che parlano di scelte, di paure, di dubbi. Troviamo uomini e donne che abitano posti incantati, più spesso dimenticati da Dio. Sono ambienti in cui il confronto con la natura più incontaminata fa emergere con ancora più forza il necessario e naturale equilibrio fra bene e male. E infatti non vi è confine fra bianco e nero: nelle disperazioni, negli errori, nelle meschinità si riescono sempre a individuare luci verso le quali dirigersi.

sotto-il-falo-nickolas-butler-marsilio-copertinaCopertina del libro 'Sotto il falò', di Nickolas ButlerMarsilio


Un libro di ballate

A tradurlo in musica questo libro sarebbe un album di ballate folk ruvide, essenziali. Amori che si perdono e si ritrovano dopo un viaggio nell’abisso, amicizie che nascono perdendosi, anziani che riscoprono la vita, donne che reagiscono alla violenza. Come già accennato, sono molto diversificati i soggetti tratteggiati da Butler, eppure parlano tutti la stessa lingua, che è quella conosciuta da ognuno di noi nelle più piccole ma anche più importanti scelte della propria vita.

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