Vito Gamberale assolto per la vicenda Sea
SERGIO OLIVERIO / Imagoeconomica
Vito Gamberale assolto per la vicenda Sea
News

Vito Gamberale assolto per la vicenda Sea

Secondo il gup non ci sono prove sulle presunte irregolarità da parte del fondo F2i nella gara per acquisire dal Comune il 30% della società aeroportuale

Si è concluso con tre assoluzioni, tra cui quella dell'ex a.d. di F2i Vito Gamberale, il tormentato procedimento su presunte irregolarità nella vendita nel 2011 di quasi il 30% delle quote di Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, da parte del Comune di Milano al fondo che si occupa di infrastrutture. Un'inchiesta che è tra quelle finite al centro del duro scontro tra il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati e l'aggiunto Alfredo Robledo per un ritardo di mesi nell'assegnazione del fascicolo, su cui, tra l'altro, sta indagando anche la Procura di Brescia.

Gamberale contro Pisapia

Appena uscito dall'aula, dopo la lettura dell'ordinanza del gup Annamaria Zamagni, Gamberale, difeso dagli avvocati Angelo ed Enrico Giarda e che si è dimesso da pochi giorni dai vertici di F2i, si è sfogato accusando anche il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, da lui definito "un pover'uomo", contestando cosi' la decisione del Comune di costituirsi parte civile. "Io penso che Milano meriti altro, perchè qua si sono voltate le spalle a chi ha aiutato il Comune", ha aggiunto Gamberale che ha usato toni forti anche per commentare l'assoluzione. "La giustizia si è avverata in Italia, abbiamo sofferto per due anni e mezzo - ha detto -. L'Italia non puo' tenere in piedi un giudizio di questo genere per due anni e oggi è venuto fuori che non c'era nulla, il vuoto torricelliano".

A stretto giro è arrivata la replica di Pisapia: "Comprendo la gioia dell'ingegner Gamberale per il suo proscioglimento ma questo non  deve permettergli di insultare prima l'Avvocatura comunale, come ha fatto oggi in una pausa dell'udienza, poi il sindaco che non  ha fatto altro che il suo dovere".

L'inchiesta

L'inchiesta sulla vendita delle quote Sea era nata nell'ottobre 2011 dalla trasmissione da parte della Procura di Firenze a Milano di un'intercettazione nella quale Gamberale parlava con il manager di F2i Mauro Maia, difeso dal legale Gian Piero Biancolella e anche lui assolto. Pochi giorni dopo, Bruti mise quell'intercettazione in un fascicolo che assegnò al dipartimento reati economici di Francesco Greco, che il 2 novembre lo affidò al pm Eugenio Fusco.

Il 6 dicembre 2011, Fusco segnalò a Bruti la necessità di trasmettere il fascicolo al dipartimento 'pubblica amministrazione' di Robledo, perchè si  poteva ipotizzare una turbativa d'asta. Bruti Liberati tre giorni dopo avvertì Robledo che gli avrebbe girato il fascicolo, ma alla fine gli assegnò l'indagine solo il 16 marzo 2012 e, dunque, con un ritardo di almeno tre mesi. Robledo, lo scorso  marzo, ha evidenziato questo ritardo nel suo esposto al Csm contro Bruti, il quale, tra l'altro, per questa vicenda è finito indagato a Brescia per omissione d'atti di ufficio.

Robledo ha spiegato che quel ritardo ha condizionato le indagini e che c'erano, invece, elementi indiziari che avrebbero potuto essere approfonditi se l'inchiesta fosse partita già nell'autunno del 2011, prima dell'aggiudicazione della gara a dicembre. Tra  questi elementi Robledo ha citato anche alcuni scambi di e-mail agli atti delle indagini che, a suo dire, farebbero riferimento a presunti contatti tra Gamberale, l'ex assessore al Bilancio Bruno Tabacci e Pisapia.

Nel pomeriggio è arrivata poi la decisione del gup che con la formula "perchè il fatto non sussiste", oltre a Gamberale e Maia, ha prosciolto dall'accusa di turbativa d'asta anche Behari Vinod Sahai, procuratore della Srei Infrastructure Finance Ltd, società indiana esclusa dall'asta perchè presentò la sua offerta con dieci minuti di ritardo. Ritardo che consentì, secondo l'impostazione accusatoria, a F2i di aggiudicarsi la gara offrendo un euro in più rispetto alla base d'asta di 385 milioni di euro.

Secondo il gup, però, non ci sono prove che la gara sia stata truccata con accordi irregolari. Nelle motivazioni, lette in aula, il giudice ha chiarito anche che il capo d'imputazione su cui ha dovuto decidere era limitato, rispetto ad altri elementi indiziari emersi. Inoltre, per il gup le dichiarazioni di Sahai, il quale disse a verbale di essere stato sollecitato da Maia a  non partecipare alla gara, sono in parte inutilizzabili (era stato sentito come teste e non come indagato) e in parte smentite da altri testimoni. Riguardo all'offerta presentata in ritardo, il giudice ritiene, infine, che alcuni documenti dimostrino il reale interesse che aveva la società indiana ad acquisire quote di Sea se l'asta fosse andata deserta e con una trattativa privata. Il pm Robledo sta valutando di ricorrere in Cassazione contro le assoluzioni.

I più letti