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Vigili assenti a Roma: ecco le motivazioni

I comandanti della Polizia Municipale di Livorno e Firenze spiegano quale malessere può aver generato l'assenteismo di massa nella Capitale il 31 dicembre

“Niente numeri, analizziamo il “clima””. È il suggerimento che il comandante della Polizia Municipale del Comune di Livorno, Riccardo Pucciarelli, vuole dare per cercare di capire il perché dell’assenteismo di massa avvenuto tra i vigili della Capitale.

“Per cercare di capire che cosa sia accaduto la notte dell’ultimo dell’anno a Roma, non bisogna soffermarci né sui numeri né sulle percentuali, è necessario analizzare correttamente il clima che ormai da mesi se non da anni si è formato all’interno del Corpo della Polizia Municipale”.
Il comandante della città labronica si astiene dal commentare i fatti “romani” o da esprimere giudizi sui colleghi ma non crede che il problema si possa risolvere sanzionando i vigili che hanno presentato certificato medico.

Livorno è poco più che un “paesone” rispetto alla Capitale ma il pensiero del comandante Pucciarelli è condiviso pienamente anche da Marco Seniga, Comandante della Polizia Municipale di Firenze. Anche Seniga non crede sia fondamentale per risolvere correttamente questo problema, soffermare l’attenzione solamente su quanto è accaduto la sera dell’ultimo giorno del 2014. 

“Essendo ormai da anni al comando della Polizia municipale della città labronica, conosco perfettamente le dinamiche di gestione del personale e dei turni e di conseguenza non posso non essere a conoscenza delle problematiche ad esse strettamente connesse- spiega a Panorama.it, Pucciarelli - certamente la città di Livorno non può essere paragonata a Roma ma i vigili urbani sono uomini tanto qui quanto nella Capitale. Quindi credo che al di là dei numeri degli assenteisti, per risolvere questo problema occorra scavare a fondo e capire che cosa c’è alla base di questa reazione così pesante ed estrema”.

Marco Seniga, comandante di Firenze aggiunge: “Per far funzionare correttamente una struttura come quella dei vigili è fondamentale dialogare con i propri vigili e spiegare loro le scelte dell’Amministrazione. Il vigile che deve lavorare in strada deve capire perché svolge il proprio lavoro. Questi anni sono difficili anche per questo settore che è tartassato da indennità cancellate e contratti non rinnovati. Adesso più che mai occorre potenziare il dialogo con il personale”.

“A Firenze - prosegue Seniga – per evitare che i cittadini siano schiacciati dai cantieri della tranvia abbiamo riversato in strada anche vigili che hanno sempre svolto ruoli amministrativi oppure in reparti di indagini. Gli abbiamo spiegato la necessità del loro lavoro e non c’è mai stato, ad oggi, uno sciopero o un’astensione di massa. Qualche tensione sì, lo ammetto c’è stata, ma niente di non gestibile”.

Secondo voi che cosa occorrerà fare per ripristinare la funzionalità della Polizia municipale romana?

Pucciarelli: Non conoscendo perfettamente gli atti e le vicende non posso esprimermi. Credo, però, che si debba fare un ragionamento generale, non strettamente legato alla città di Roma. A mio avviso occorre sviluppare il problema su due aspetti fondamentali. Il primo attiene alla consapevolezza dell’importanza del ruolo dei vigile. Con ciò intendo la valorizzazione del lavoro svolto dal vigile. In sostanza non si può scoprire l’importanza del vigile quando non c’è ed invece trascurare il suo impegno quando sta lavorando. L’altro aspetto, invece, è strettamente interno al Corpo della polizia municipale. Per migliorare il nostro lavoro occorre una maggiore solidarietà tra colleghi: dirigenti, amministrativi e vigili che sono in servizio in strada”

Seniga: “Il comandante della Polizia Municipale di Roma deve essere un vigile. Come i Carabinieri hanno come comandante un carabiniere, così come la Polizia di Stato ha un poliziotto non vedo perché la città di Roma invece debba avvalersi di una professionalità estranea al Corpo per la polizia municipale. Per il resto concordo pienamente con Pucciarelli”

Adesso quale poterebbe essere la punizione più adeguata per i vigili assenteisti?

Pucciarelli: Una cosa è certa: non c’è da inventare niente, nessuna punizione o sanzione. In Italia esistono moltissime norme e soprattutto ogni comune ha il suo regolamento disciplinare. Una volta accertata la colpa c’è solo da applicare quanto previsto nelle norme e nelle disposizioni.

Seniga: Sì, devono essere usate. Ma applicate veramente. Va bene le indagini interne o quella ministeriale ma se queste assenze fossero state già sanzionate in passato, oggi non ci troveremo qui a discuterne.

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