Primarie USA Democratici, Hillary Clinton
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Primarie USA Democratici, Hillary Clinton
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Usa 2016, un "super martedì" senza sorprese

Hillary Clinton e Donald Trump conquistano i delegati di 7 stati a testa. Pesante sconfitta per Rubio

Nessuna sorpresa nel Super Tuesday, il suermartedì delle primarie americaneo quasi. Hillary Clinton e Donald Trump la fanno da padroni, mentre - come ampiamente previsto - Ted Cruz vince nel suo Texas e Bernie Sanders nel suo Vermont.

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Ma il senatore democratico porta a casa anche l'Oklahoma e prova a tenere accesa la fiaccola della speranza, confidando anche nei caucus del Minnesota e del Colorado: "Questa campagna è per cambiare l'America".


Nessun miracolo per Rubio

Mentre Cruz la spunta anche in Oklahoma, ritagliandosi almeno per una notte il ruolo del vero anti-Trump: "Sono l'unico che può batterlo". Finisce infatti a mani vuote la serata di Marco Rubio, sui cui puntava l'establishment sperando nel miracolo. Miracolo che non c'è stato, e che ora il giovane senatore di origini cubane dovrà tentare il 15 marzo nel suo stato, la Florida. Dove però i sondaggi non lo danno come favorito, ma sempre dietro a Trump, e di molto. Così che la maggior parte dei commentatori politici dà ormai Rubio a fine corsa.

Sfida diretta

La sfida in vista della volata finale verso la Casa Bianca, insomma, è sempre più tra l'ex first lady e il tycoon newyorchese. "Questo Paese appartiene a tutti noi, non solo a chi guarda in una direzione, prega in una direzione o pensa in una direzione", ha detto un'entusiasta Hillary Clinton parlando nel suo quartier generale di Miami, avendo oramai nel mirino solo lui, Donald Trump, che replica a pochi chilometri di distanza, a Palm Beach: "Quello che ha fatto Hillary è un atto criminale", attacca riferendosi allo scandalo delle email.

Partita decisiva in Florida

Tutti in Florida, dunque, come del resto Rubio. È lì che fra due settimane si svolgerà una partita decisiva. Ed è lì, come in altri stati-chiave, che si assegneranno molti delegati con la regola del "winners-takes-all", chi vince piglia tutto. "Mi dispiace per Rubio, per lui è stata una serata molto dura. E ha speso anche un sacco di soldi...", ironizza Trump, che negli ultimi giorni è stato al centro di attacchi pesantissimi da parte del giovane senatore che ha cercato disperatamente di rimontare. Troppo tardi però, con i vertici del partito repubblicano che vedono l'incubo Trump materializzarsi sempre più. Poco conta che il tycoon nella notte del Super Tuesday cerchi di smorzare i toni definendosi "un conservatore di buon senso". Anche se il muro col Messico, insiste, ci sarà eccome: "Come la Muraglia cinese".

I risultati

Hillary Clinton e Donald Trump hanno conquistato 7 stati a testa. Massachusetts, Virginia, Georgia, Alabama, Tennessee, Arkansas, Texas per Clinton; Alabama, Tennessee, Virginia, Massachusetts, Georgia, Arkansas, Vermont per Trump. Bernie Sanders, il rivale di Hillary, porta a casa quattro vittorie rispetto alle cinque che erano il suo obiettivo prima del Super martedì di voto: Colorado, Minnesota, Vermont, Oklahoma. Ted Cruz conquista il "suo" Texas e l'Oklahoma. Marco Rubio si deve accontentare del solo Minnesota. Ben Carson e John Kasich sono a mani vuote.  

In totale negli stati del Super Tuesday erano in palio 595 delegati per i repubblicani, quasi la metà dei 1.237 necessari per la nomination. E ce n'erano 865 per i democratici, più di un terzo del "numero magico" di 2.383.(ANSA). 

La corsa alla Casa Bianca

Primarie USA Repubblicani, Donald Trump
Aaron P. Bernstein/Getty Images
Ames, Iowa, 19 gennaio 2016. Il candidato repubblicano Donald Trump stringe la mano all'ex governatrice dell'Alaska, Sarah Palin, dopo aver ottenuto il suo endorsement presso lo Hansen Agriculture Student Learning Center.

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