clinton trump dibattito
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Usa 2016, le ammissioni di Trump sul fisco e sull'Iran

Alla vigilia del nuovo scontro elettorale, il tycoon commenta lo scoop del Nyt sulla sua situazione fiscale e sugli affari con l'Iran

Arriva una nuova tegola per il candidato repubblicano, e si prospetta così già durissima per Donald Trump la settimana appena cominciata, in vista del secondo dibattito televisivo nella sfida con Hillary Clinton per la Casa Bianca, dopo la bufera scatenata dalle rivelazioni del New York Times sulla possibilità che il miliardario abbia evitato, legalmente, di pagare le imposte federali sul reddito per quasi due decenni.

Fino ad ora Trump non aveva negato, adesso lo ammette: "Ho usato legalmente le leggi fiscali a mio vantaggio. E onestamente sono stato straordinario nel farlo", ha detto durante un comizio in Colorado. Si tratta però di leggi "ingiuste" che "per fortuna io conosco bene", ha detto affermando che aggiusterà il sistema, "io lavoro per voi ora, non per Donald Trump", ha assicurato.

Dopo Cuba, anche l'Iran

L'ipotesi che il tycoon abbia fatto affari con l'Iran soggetto a sanzioni da parte degli Usa emerge da un'altra inchiesta giornalistica condotta dal Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi a cui aderiscono testate come il New York Times e il Guardian e che pubblicò i cosiddetti Panama Papers.

Secondo l'indagine, Trump avrebbe affittato a una banca di Teheran iscritta nella black list delle istituzioni legate al terrorismo e al programma nucleare un ufficio a New York dal 1998 al 2003.

Terrorismo e nucleare

Si tratterebbe della Bank Melli, una delle più grandi banche controllate dallo Stato iraniano, nonostante il Dipartimento al Tesoro americano nel 1999 l'avesse inserita nel gruppo delle istituzioni finanziarie da sanzionare perché accusata di essere stata utilizzata da Teheran per ottenere "materiali sensibili" per portare avanti il proprio programma nucleare.

Tra il 2002 e il 2006 poi, per le autorità Usa la Bank Melli fu usata per finanziare un'unità della Guardia Rivoluzionaria che avrebbe sponsorizzato diversi attacchi terroristici.

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