Cronaca

A scuola un’ora di storia delle religioni obbligatoria

Si allarga il dibattito sulla proposta lanciata Francesca Campana Comparini, promotrice del Festival delle religioni

Papa Francesco con i bambini

Ignazio Ingrao

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«La storia delle religioni, non di una, ma di tutte le religioni, è la storia del mondo. È la sua filosofia. È la sua sociologia. È la sua economia. Uno Stato multiculturale non è uno stato a-culturale. Deve far capire tutto perché comprendendo si conosce e conoscendo si riconosce l’altro. Che non è poi lontano da ciascuno di noi», osserva Francesca Campana Comparini, organizzatrice del Festival delle religioni a Firenze, che nelle scorse settimane ha lanciato la proposta di introdurre nelle scuole un’ora di storia delle religioni. Purché sia «obbligatoria», precisa, «altrimenti rischia non essere presa sul serio». La proposta sta facendo discutere dentro e fuori il mondo cattolico e sarà ripresa nella prossima edizione del Festival delle religioni, in programma dal 15 al 17 maggio a Firenze. La questione si è fatta ancora più urgente e accesa dopo la strage di Parigi. «Conoscere le religioni è il primo passo per combattere integralismo e fondamentalismo», sottolinea Campana.

Nessun conflitto con la religione cattolica
Accanto alla storia e alla geografia perciò si propone di introdurre un’ora di storia delle religioni: «Un tempo in un mondo di frontiere era importante conoscere la geografia del mondo. Oggi in un mondo senza frontiere è importante conoscere la geografia dell’uomo e delle sue culture. In primis le culture religiose». La proposta non vuole andare in conflitto con l’insegnamento della religione cattolica, stabilito dagli accordi concordatari. Anche se, nota Campana, «l’ora di religione è sempre stata una scelta facoltativa da parte degli studenti che, siamo onesti, l’hanno sempre vista come un’ora di ricreazione aggiuntiva o come la ripetizione del catechismo settimanale parrocchiale».

Il sostegno degli intellettuali
Si tratta ora di vedere chi vorrà farsi carico di questa proposta, per trasformarla in un testo normativo da sottoporre al governo o alle camere. La discussione è aperta. La Conferenza episcopale italiana per il momento non si pronuncia al riguardo. Anche se il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, nella prolusione all’ultimo Consiglio episcopale permanente, è tornato sul tema della libertà religiosa e, citando le parole di papa Francesco, ha ribadito che «ogni religione ha dignità» e perciò merita di essere conosciuta e rispettata. Sono numerosi gli intellettuali, così come gli esponenti di varie tradizione religiose che già si interrogano sull’ora di storia delle religioni.

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