De Girolamo: una poltrona per tre
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De Girolamo: una poltrona per tre

Il toto-nomi per la sostituzione del ministro delle Politiche Agricole: Tabacci, Tinagli o Marcora

 

C’è Tabacci (Bruno) di Centro Democratico, alla ricerca di una maggiore visibilità per il suo minuscolo partito. E c’è Scelta Civica, che rivendica un ministero di peso per la sua Tinagli (Irene). Ma tra una docente di «sviluppo economico, innovazione e creatività» all’università Carlos III di Madrid e un ex assessore al Bilancio del comune di Milano, entrambi già deputati, forse il candidato più sorprendente per la poltrona di Nunzia De Girolamo, ministra in forse alle Politiche agricole, è un altro: Marcora.  Non ovviamente Giovanni, il mitologico ministro all’agricoltura, vecchia Dc, che per sette anni filati, dal 1974 al 1981, resse le sorti delle campagne del Belpaese. In corsa oggi c’è Luca, il figlio. Uno che già a via XX settembre avrebbe dovuto insediarsi nel 2006, ai tempi del governo Prodi, ma fu battuto sul filo di lana da Paolo De Castro, peraltro suo compagno nella Margherita.

Classe 1960, laurea in Bocconi, imprenditore agricolo sull’appennino parmense dove alleva cavalli bardigiani e produce parmigiano-reggiano, rigorosamente biologico, Marcora è stato capogruppo in commissione Agricoltura al Senato nel fatidico biennio prodiano; poi, come Prodi, si è ritirato dalla politica attiva. Schierato, molto discretamente, con Matteo Renzi, potrebbe ora entrare al governo come tecnico. Sempre che non lo batta Bruno Tabacci sul filo di lana: del vecchio Marcora, infatti, il giovane Bruno era stato portaborse.  

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Laura Maragnani