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Rinascono in Umbria due scuole distrutte dal terremoto. Ora sono ecosostenibili

Grazie anche al lavoro di Invitalia, che ha seguito i progetti e l'affidamento dei lavori, riaprono una secondaria di primo grado a Foligno e un'elementare a Giano

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A Foligno e a Giano dell’Umbria sono rinate due scuole che erano state distrutte dal terremoto che ha colpito il Centro Italia nel 2016. Il 12 settembre 2019 sono state inaugurate infatti la scuola secondaria di primo grado G. Carducci a Foligno e la scuola primaria a Bastardo, frazione di Giano dell’Umbria.
Un risultato raggiunto anche grazie al lavoro di Invitalia che, in qualità di Centrale unica di committenza, ha affiancato la struttura del commissario per la ricostruzione Piero Farabollini sia nella fase di elaborazione e verifica dei progetti, sia in quella di realizzazione delle opere, curando le procedure per l’affidamento dei lavori.

"Ora le due nuove scuole sono più funzionali, più sicure ed ecosostenibili" sottolinea un comunicato di Invitalia. La scuola secondaria di primo grado G. Carducci di Foligno si trova nel centro storico della città, vicino alla stazione ferroviaria. Il nuovo plesso, che potrà ospitare fino a 500 alunni, oltre a essere stato progettato nel rispetto delle normative antisismiche, può contare su impianti ad alta efficienza energetica. Si sviluppa su due livelli, per una superficie complessiva di oltre 2.600 metri quadrati, e ospita una biblioteca, 22 aule di 45 metri quadrati, tre laboratori, la sala professori, l’archivio e i servizi igienici.

La nuova scuola elementare di Bastardo è invece immersa nel verde, in prossimità della scuola materna e di una palestra. Costituita da un unico piano, che occupa una superficie complessiva di oltre 1.200 metri quadrati, la scuola potrà accogliere 159 alunni. L’edificio è costituito da dieci aule, due laboratori, una sala docenti con uno spazio dedicato all’archivio, diverse sale per la didattica condivisa o per attività speciali, e i servizi igienici.
Le opere di ricostruzione sono state finanziate dall’ordinanza commissariale n. 14 del 2017, che ha previsto un investimento complessivo di circa 8 milioni di euro.

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