Obama vs Putin sull'Ucraina: questo non è Rocky IV
Barack Obama e Vladimir Putin (Getty Imagines / Jewel Samad)
Obama vs Putin sull'Ucraina: questo non è Rocky IV
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Obama vs Putin sull'Ucraina: questo non è Rocky IV

Cosa farà Barack Obama di fronte alle azioni del Cremlino in Ucraina? Intanto, a Cuba è approdata una misteriosa nave militare russa...

Le manovre di Mosca vicino al confine con l'Ucraina, le tensioni in Crimea, preoccupano - e non poco - l'amministrazione Obama che si trova ora costretta a giocare una partita a scacchi con Vladimir Putin su di un terreno ben conosciuto e favorevole al presidente russo, ma molto insidioso per gli Stati Uniti.

Dopo l'annuncio della mobilitazione di 150.000 soldati russi, il Segretario di Stato John Kerry ha ammonito Mosca a non intervenire militarmente in Ucraina perché quest'azione porterebbe a una risposta degli Stati Uniti e della comunità internazionale. "Sarebbe un gravissimo errore". L'area di potenziale crisi è stata individuata: la Crimea; con la basi che ospitano le navi della flotta russa e con la forte comunità russofona che ha ancora profondi, stretti legami con Mosca.

Non è Rocky IV

"Putin non deve pensare che stiamo girando il remake di Rocky IV,  non è un wargame." - ha aggiunto John Kerry. Solo qualche giorno fa, Obama aveva detto: "Il presidente russo vuole fare il duro...". L'America di Obama punta i piedi e si mostra decisa nel voler fronteggiare le mosse del Cremlino. Con una sola volontà: evitare che la situazione degeneri, garantire il governo provvisorio di Kiev e proteggerlo dalla reazione russa, impedire che la Crimea possa diventare un terreno di scontro tra ucraini e separatisti filo russi.

Per fare tutto questo, Obama, non ha però molte armi. Può consolidare il fronte comune con l'Europa e mandare aiuti economici al governo provvisorio ucraino. John Kerry ha annunciato che un miliardo di dollari di aiuti è già stato inviato a Kiev. E'solo l'inizio. Per evitare il default e per garantire una certa stabilità per i prossimi due anni, ci vorranno molti più soldi. Washington - con Bruxelles - è pronta ad aprire ancora le tasche.

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Ma, l'amministrazione non si fa illusioni che le pressioni su Mosca e gli aiuti economici a Kiev possano bastare per chiudere la partita. Vladimir Putin non vuole perdere l'influenza sull'Ucraina, soprattutto sulla strategica Crimea. Settimana scorsa, Obama e Putin, durante una conversazione telefonica, si erano detti d'accordo sul fatto che bisognasse condannare le violenze da entrambi le fazioni in lotta a Kiev: il regime e l'opposizione di piazza.  Poi la situazione è mutata. Ci sono stati morti in piazza, la fuga di Ianukovich, la reazione di Putin, la ricomparsa del presidente fuggito, che si è messo sotto la protezione di Mosca.

Braccio di ferro da Guerra Fredda

Ora quello che si prospetta è una nuova confrontation, un braccio di ferro tra Washington e Mosca, Kiev aiutata dall'Occidente e messa alle strette da Putin e la Crimea teatro di tensioni (e violenze) separatiste alimentate da Mosca. Il tutto si gioca (anche) attorno a una scommessa fatta alla Casa Bianca. Putin non farà mosse azzardate, non userà le forze armate, eviterà di far scoppiare una gravissima crisi internazionale.

Il capo del Cremlino vuol far tornare la Russia una potenza globale. Questo passa attraverso il mantenimento delle aree di influenza e un acceso e aperto antagonismo con gli Stati Uniti. Gli Usa lo sanno e non vogliono alimentare le armi di Putin. Per questo, come ha fatto, John Kerry evitano di porre la questione su di un piano da "Nuova Guerra Fredda", ma, nel caso dell'Ucraina, richiamano la sovranità nazionale e la volontà della popolazione di decidere del propio destino: andare verso l'Occidente.

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Anche queste armi "politiche"  americane sembrano però spuntate di fronte alla volontà di Vladimir Putin di influenzare sia il cortile di casa (l'Ucraina) sia regioni dove storicamente l'Unione Sovietica aveva un grande peso: il Medioriente, e la Siria in particolare. Tutti ricordano cosa sia successo nei mesi scorsi quando Barack Obama decise di bombardare il regime di Damasco. Vladimir Putin lo bloccò.

Anche in questo caso, il presidente russo sembra essere più di un passo in avanti rispetto agli Stati Uniti nella gestione dell'affaire Ucraina e sembra essere molto determinato a seguire una precisa strategia. Gioca d'anticipo. Obama può fare solo opera di contenimento e di ammonimento.

La misteriosa nave russa all'Avana

In questo quadro, alcuni media americani hanno dato spazio all'approdo di una nave militare russa nel porto dell'Avana. Si tratta della Viktor Leonov, un'imbarcazione che ospita 200 membri dell'equipaggio, entrata in servizio nel 1988 nel Mar Nero e poi assegnata alla Flotta Settentrionale. E'un'unità utilizzata per l'osservazione e lo spionaggio delle telecomunicazioni. Una nave russa a Cuba in questo momento fa notizia, ma la cosa che più ha incuriosito gli americani è che il suo arrivo non è stato annunciato (come in genere avviene) dalle autorità cubane e la sua missione è misteriosa: nessuna l'ha spiegata.

E'vero che in questo momento nell'area è in corso la crisi venezuelana e Mosca potrebbe aver mandato la nave per una missione in qualche modo collegata alle tensioni che ci sono a Caracas, oppure potrebbe trattarsi di una spedizione di routine a Cuba. Rimane però un particolare: nessuno sa perchè si trovi a l'Avana. Vladimir Ivan Drago Putin a poche chilometri dalle coste di Barack Rocky IV Obama.

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