Amnesty: esagerate le voci di massacri in Ucraina
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Amnesty: esagerate le voci di massacri in Ucraina
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Amnesty: esagerate le voci di massacri in Ucraina

Entrambe le parti compiono atrocità. L'entità è stata però notevolmente gonfiata dai media, specialmente da quelli russi

Un rapporto di Amnesty International - Summary Killing During the Conflict in Eastern Ukraine - conferma che le atrocità vengono commesse da entrambe le parti del conflitto in Ucraina orientale. Ma soprattutto indica che le informazioni circolate circa le esecuzioni di massa, le fosse comuni e le torture sono soprattutto frutto della propaganda e sono state notevolmente esagerate.

Il rapporto dell'organizzazione umanitaria è stato compilato dopo una serie di interviste realizzate nella regione del Donbass fra fine agosto e inizio di settembre del 2014.
Sia i filorussi che le forze armate ucraine sono responsabili della campagna di disinformazione.

Casi isolati di esecuzioni sommarie
"Vi sono stati casi isolati di uccisioni sommarie e deliberate da parte dei gruppi separatisti filo-russi e delle forze pro-Kiev, ma non della dimensione riferita dai media e dalle autorità della Russia".

È come "se alcuni episodi non fossero stati resi noti e altri volutamente riferiti in modo erroneo", scrive John Dalhuisen, direttore del programma Europa e Asia centrale di Amnesty.
"È chiaro, inoltre, che alcune delle denunce piu' sensazionali, riferite soprattutto dai media russi, sono state ampiamente esagerate".

Non ci sono fosse comuni
Fra queste, le notizie delle "fosse comuni" di cui hanno dato notizia i media di Mosca: "Il 23 settembre - scrive Amnesty - i media russi hanno dato la notizia della loro scoperta a Komunar e Nyzhnya Krynka, due villaggi adiacenti della regione di Donetsk che fino a due giorni prima erano stati controllati dalle forze pro-Kiev. La stampa russa ha riferito della scoperta di corpi di donne recanti segni di tortura, una delle quali incinta".

A quanto risulta dall'indagine dell'ong, si ha prova solo dell'esecuzione sommaria di quattro separatisti filorussi e di altri cinque trovati sepolti in una fossa.

Uccisioni da parte dei filo-russi
Il rapporto parla poi delle "uccisioni di prigionieri da parte di gruppi filo-russi": "Dall'aprile 2014, Amnesty International sta ricevendo un numero sempre maggiore di denunce di uccisioni sommarie e deliberate da parte delle forze separatiste. Tra le vittime, figurano attivisti pro-Kiev, persone sospettate di simpatizzare per il governo centrale, criminali comuni e combattenti fatti prigionieri".

Non ci sono prove di uccisioni di massa né di fosse comuni
"Amnesty International non ha rinvenuto, né le sono state presentate, prove convincenti su uccisioni di massa o fosse comuni. Abbiamo verificato episodi isolati di esecuzioni sommarie che, in alcuni casi, costituiscono crimini di guerra. Questi abusi devono cessare. Tutti i casi sospetti dovrebbero essere oggetto di indagini efficaci e i responsabili da entrambe le parti dovrebbero essere sottoposti alla giustizia", conclude.

Il rapporto di Amesty International: Summary Killing During the Conflict in Eastern Ukraine

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