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Tav bocciata. Ecco l'analisi costi-benefici del Ministero

Nel documento di 80 pagine le motivazioni (ed i calcoli) per cui l'alta velocità sarebbe più un costo che altro. Per 7 miliardi di euro

Marcia No Tav

80 pagine per dire "no" alla Tav. E' stata pubblicata sul sito del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture la famosa analisi costi-benefici voluta dal Ministero dei Trasporti sull'alta velocità, la tratta Torino-Lione. E la risposta, annunciata, è negativa: ques'opera non s'ha da fare. Stando ai calcoli degli esperti capitanati dal prof. Marco Ponti sembra che il disavanzo sarebbe addirittura di 7 miliardi di euro.

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Tav: Analisi Costi-Benefici. Il documento

"Considerato - si legge nelle conclusioni - che i costi attualizzati di investimento “a finire” e gestione dell’opera assommano a 7,9 miliardi, il “valore attuale netto economico” ossia la perdita di benessere – differenza tra costi sostenuti e benefici conseguiti - conseguente alla realizzazione dell’opera risulta pari a 7 miliardi".

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Diverse per i tecnici scelti dal Ministro Toninelli (anche se uno dei sei non ha firmato la relazione finale) le motivazioni economiche e non solo per cui l'opera sarebbe più un danno ed un costo che un vantaggio. Su tutte, tre:

Traffico in calo

Al primo posto, secondo gli esperti, le analisi che vedono un calo del traffico soprattutto commerciale sulla tratta tra Francia ed Italia. Una tratta che non sembra essere strategica a livello europeo e che soprattutto paga la crisi economica globale di questi ultimi mesi e che potrebbe durare per molto tempo.

Accise e pedaggi

La scelta poi di puntare sul treno per il trasporto di cose e persone avrebbe ripercussioni economiche molto pesanti per quanto riguarda il calo (conseguente) del trasporto su gomma. Meno mezzi pesanti significa riduzione dei pedaggi autostradali (molto cari tra i due paesi) e anche minori entrate per quanto riguarda le accise sui carburanti, soprattutto il gasolio per i Tir.

Opere ed infrastrutture

Il terzo grande motivo è l'eccessiva sproporzione del costo della Tav rispetto alle altre infrastrutture in centiere nel paese. Un costo molto superiore e che sarebbe ingiustificato. Il documento stima i costi totali in 9 miliardi e 930 milioni di euro

L'analisi ovviamente non fa però i conti con quelli che sarebbero le penali o i soldi che l'Italia rischierebbe di dover restituire all'Europa (ieri Bruxelles ha fatto filtrare notizie secondo cui la somma totale sarebbe di 1,2 mld di euro); come non c'è traccia delle conseguenze politiche dell'eventuale "no" alla Tav. Tema su cui le divisioni tra le due forze di Governo sono ai massimi con la Lega che si è schierata a favore ed il M5S per cui il No alla Tav è uno degli elementi fondativi del movimento


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