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Monza: "L'agnello da sacrificare all'antipolitica"

Dario Allevi, Presidente della provincia di Monza e Brianza (che sparisce): "Ma ancora non è finita"

Un momento della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Roma, 26 settembre 2012. Credits: (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Il suo è un incubo «orribile». Scomparsa per accorpamento a trent’anni dalla nascita dopo una lunga lotta ingaggiata con la principesca Milano, viene spazzata via la provincia di Dario Allevi, presidente della provincia di Monza e Brianza, quasi un milione di abitanti, con una sede da inaugurare. «Mi rimarranno le chiavi da consegnare al ministro Filippo Patroni Griffi…».

Tornerete tra le braccia di Milano, la geografia ministeriale ha smacchiettato la provincia di Monza…

Ci abbiamo impiegato trent’anni per giungere a quest’autonomia, adesso un governo non eletto di tecnici riporta indietro l’orologio e fa diventare Monza la periferia delle periferie di Milano.

La decisione è irrevocabile, ci si adatterà…

La lotta non è finita. La fretta è dettata anche dalla sentenza della Consulta che dovrà decidere sul conflitto sollevato dalla Regione Lombardia a proposito del decreto Salva Italia. Se dovesse ammetterlo, di fatto verrebbe meno pure il riordino delle province contemplato nel decreto. A quel punto si azzererebbe tutto e si ripartirebbe dall’inizio.

Non crede fosse opportuno dare una stretta alla proliferazione delle province?

Quello che critico sono appunto i criteri che il governo ha voluto adottare. Non ha tenuto conto della popolazione, dell’economia, ma soltanto dalle dimensioni del territorio. Paradossalmente la Lombardia avrà le stesse province del Molise che sarebbe grande quanto la nostra, una provincia che ha 850 mila abitanti.

Sarà accorpamento alla fine proprio con Milano. Com’era un tempo…

E’ anche su questo ci sarebbe da dire. Sono andato a letto con una legge, mi sono risvegliato con un codicillo ad hoc che sopprime la mia provincia. Fino a ieri, una città metropolitana, come è appunto Milano, non avrebbe potuto accorpare la provincia di Monza. Oggi la novità,  con deroghe per Sondrio e Belluno…

Parla di trattamento di favore territoriale, presidente?

E’ chiaro che i parlamentari di quel territorio come quelli di Como sono riusciti a fare la voce grossa, mentre i nostri non sono stati bravi altrettanto. Così, di fatto, ci sono province di serie A e di serie B.

Bisognerà pur risparmiare da qualche parte…

Ed è proprio questo che mi fa stare male. E’ stato lo stesso ministro a rivelare che la soppressione non porterà alcun risparmio e che questo ci sarà soltanto quando saranno riviste le prefetture e altri organi locali.

Non sarà soltanto un pretesto identitario?

Non è solo storia, certo è anche quella, ma non solo. La provincia ha dato più volte prova di saper dare ricette all’espansione del territorio, è riuscita a concertare con associazioni di categoria, sindacati. No, io sarà controtendenza, ma difendo le province.

Forse la differenza la percepisce solo la politica.

Ormai si pensa che sia tutto uguale: politici, amministratori di enti locali, ma non è così. Nelle province non ci sono soldi ai gruppi, cene, ostriche. I tagli andrebbero fatti altrove. Le province sono l’agnello sacrificale da dare in pasto all’antipolitica, questa è la verità.

E pensare che dovevate inaugurare una nuova sede. La nuova sede di Monza e Brianza…

Consegnerò le chiavi a Patroni Griffi. Era, quello della nuova sede, un progetto ereditato dalla provincia di Milano. Alcuni mesi fa mi sono posto il problema se continuare o meno i lavori, ma in accordo con la mia giunta, ho deciso di portarli a termine, dato che le penali sarebbero state onerosissime. Potrà ospitare un ospedale, qualche altra struttura.

Dovrà avviare la transizione, sarà il commissario designato…

In pratica divento il commissario liquidatore della mia provincia a inizio anno, incredibile, e la mia giunta azzerata.

Alcuni presidenti hanno deciso di candidarsi alle politiche , potrebbe farlo pure lei…

In questo momento non so cosa sarà del mio futuro. Posso dire che da questa crisi della politica se ne esce solo con l’esperienza degli amministratori locali.

Non sarà che pensa al “suo” futuro?

Le posso confessare una cosa? Quando sono in visita da solo ricevevo applausi, quando mia accompagnavo a deputati, gli applausi si trasformavano in pernacchie. Ma oggi vorrei soltanto che finisca questa giornata. Un incubo mi creda.

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