Nuovo Centrodestra: ecco dove arrivano i suoi voti
ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Nuovo Centrodestra: ecco dove arrivano i suoi voti
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Nuovo Centrodestra: ecco dove arrivano i suoi voti

Un sondaggio mostra come la maggioranza degli elettori della nuova formazione non arrivino da Forza Italia

Da sabato scorso, quando il nostro istituto ha pubblicato il sondaggio sulle intenzioni di voto che per primo testava, con il Nuovo Centrodestra al 10% e Forza Italia al 18%, i due partiti nati dalla fine del Pdl, anche altri autorevoli colleghi hanno realizzato e divulgato i loro dati. Penso ad Alessandro Amadori di Coesis, che parla di valori intorno all'8% per l'Ncd e 16% per Forza Italia. Così Mentana, il cui sondaggio del lunedì dava il 7% ed il 18%. O lo stesso Renato Mannheimer, per cui il Nuovo Centrodestra sarebbe al 10% e Fi al 16. Come più volte detto, questo tipo di sondaggi non può essere preciso al millimetro, ma è evidente la concordanza tra queste diverse rilevazioni. 

La domanda per tutti è stata sempre stata la stessa: "Quanto vale il Nuovo Centrodestra?". I dati li avete visti. Ma non conta quanto valgono oggi gli alfaniani: conta invece chi sono, per sapere quanto varranno domani.

A livello sociodemografico i due elettorati non sono molto differenti, se non per il fatto che per Alfano è un po' più apprezzato dai giovani under 35, mentre il Cav dagli italiani in età produttiva (35-60 anni) e dalle persone anagraficamente più mature. A livello politico si nota la differenza. Se chiediamo ai (potenziali) elettori di Forza Italia il loro voto alle scorse Politiche, risponderanno per il 65% Pdl e per il 20% che non hanno votato. Se lo chiediamo a quelli del Nuovo Centrodestra, invece, risponderanno Pdl molto meno della metà e solo il 6% dall'area del "non voto". Gli altri per il 26% dal Pd, per il 9% dal 5 Stelle, per il 7% da Scelta civica. Significa che i voti di Forza Italia sono solo di Silvio, mentre quelli di Alfano sono anche di altri.

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Questo fatto non è trascurabile in prospettiva di una campagna elettorale. Il primo partirebbe da una consistente quota di elettori certi, forse delimitata a destra se veramente si ricostituirà Alleanza Nazionale, ma certamente libero di "scorazzare" verso il centro. Alfano, invece, sarebbe stretto da due colossi affamati (Pd e Fi) in un'area neanche troppo grande, nella quale insistono altre offerte importanti come Udc e Scelta Civica.

Insomma, sarà quindi molto probabile che i due partiti saranno alleati e che la loro somma porterà più voti che oggi il Pdl; ma se diventeranno nemici, la minaccia di "fare la fine di Fini" non è proprio campata in aria. 

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