Scienza

Xylella: ecco perché non è una bufala

Secondo Beppe Grillo il batterio non causerebbe il disseccamento degli olivi. Ma esperti e scienziati (e lo stesso ministro leghista dell'agricoltura) lo smentiscono

Xylella

Marta Buonadonna

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Attacca di preferenza viti, agrumi e olivi, la sua sottospecie fastidiosa ha fatto la sua comparsa tra gli olivi del Salento intorno al 2008-2010 provocando il Complesso del disseccamento rapido dell'olivo. Il batterio della Xylella sta sterminando gli olivi pugliesi, ma per Beppe Grillo non esiste. La vera emergenza è scoppiata nel 2013, quando è risultato chiaro che qualcosa tra le piante di olivo in alcune zone del Salento proprio non andava.

Dietrologia a tutti i costi

Secondo Grillo però, che dà spazio sul proprio blog a tale Petra Reski, complottista che alla Xylella non crede, la storia del batterio proprio non convince. Poco importa che ricercatori del Cnr, professori universitari di atenei italiani e americani ed esperti di ogni tipo confermino che sì, la Xylella fastidiosa esiste, è la causa del disseccamento degli olivi e si sta spostando pericolosamente sempre più a nord, fino a lambire la provincia di Bari.

Per Grillo sarebbe tutta una macchinazione ordita da quanti hanno come unico scopo quello di eliminare le piante di olivo, come prevede la normativa comunitaria in caso di contagio, per poter costruire residence e villaggi in una zona che, combinazione, è tra le più turistiche della Puglia. Per usare le parole dell'intervento ospitato sul blog del comico, la Xylella è solo una bufala "fabbricata ad arte dalla destra e sinistra, con il prezioso sostegno delle associazioni di categorie, Coldiretti in primis, da scienziati disponibili e multinazionali dell’agricoltura".

I cospiratori sarebbero riusciti a far passare il principio che la lotta contro il "batterio" (il virgolettato è dell'autrice, che non se la sente nemmeno di avallare l'ipotesi che la Xylella sia un batterio, come in effetti fuor di ogni dubbio è), sia un dovere patriottico. "In quest'ottica distorta si riesce a trasformare i distruttori del Salento addirittura in salvatori della patria".

A cosa sarebbe dovuto allora il disseccamento delle piante? "Le ragioni per il disseccamento (sarebbero da ricercare) piuttosto nell’eccessivo uso di pesticidi e fungici e nella potatura abnorma in estate – pratiche molto diffuse nel Salento". Al di là del precario uso dell'italiano, non sarebbe dunque colpa della fantomatica Xylella se gli alberi si seccano e muoiono, ma di un uso indiscriminato di fitofarmaci e in pratiche agricole dissennate.

A che punto siamo

Nel frattempo vale la pena dare un'occhiata a cosa accade sul campo. L'area interessata dall'infezione si estende per oltre 5000 km quadrati, e sarebbero coinvolti tra uno e tre milioni di piante. Il contagio come dicevamo si sta spostando sempre più a nord ed è arrivato a sfiorare la provincia di Bari. Negli ultimi 5 anni, mentre la Xylella avanzava, i ricercatori hanno però studiato a fondo la varietà pauca, che ha colpito il Salento, ma di cui sono comparsi focolai anche in Corsica e Costa azzurra, Spagna, Germania e Svizzera, per capire come combatterla, salvando gli olivi.

Sono stati individuati dei cultivar di olivo, come il Leccino e la Favolosa (FS17), che risultano particolarmente resistenti all'attacco del batterio, il cui vettore, lo ricordiamo, è un insetto chiamato Sputacchina. Le varietà di olivo più diffuse nel Salento sono però purtroppo Cellina e Ogliarola, assai più vulnerabili all'infezione. L'idea degli scienziati è di studiare quali siano le caratteristiche genetiche di una pianta che ne determinano la maggiore resistenza. Lo scopo è quello di poter un giorno curare gli olivi infetti.

Come spiegava molto bene questo pezzo apparso qualche mese fa su Le Scienze, gli studiosi hanno verificato l'effetto che il contagio da Xylella ha sulle diverse cultivar di olivo e concluso che nel Leccino infetto "si altera l'espressione di 'soli' 652 geni, mentre nell'Ogliarola infetta vengono coinvolti 1708 geni, con conseguenti alterazioni metaboliche della pianta". Questo spiegherebbe le differenti reazioni dei due tipi di piante all'attacco del batterio.

Con buona pace di Grillo, quindi, non è che una mattina quattro palazzinari pugliesi si sono svegliati e hanno deciso di inventarsi la Xylella per far piazza pulita di un po' di olivi in modo da lasciar spazio per la costruzione di un po' di albergoni con piscina. La questione è stata studiata a fondo da fior fior di scienziati e la conclusione a cui sono giunti è che una correlazione tra il batterio e la malattia che colpisce gli olivi esiste.

Le reazioni

Tra i primi a commentare sulla presunta bufalite da Xylella suggerita dal blog di Grillo è stato il commissario europeo alla salute e alla sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis. In un tweet liquida così la questione: "Leggo oggi sul blog di B. Grillo 'nessun legame scientifico tra ulivi e xylella'. Flashback nella mia mente: luglio 2015, in piedi in un campo di ulivi morenti in Puglia. Straziante davvero. Xylella è una grave malattia vegetale che uccide gli ulivi. Zero fakenews. Mi spiace amico".

Qui il dibattito non è tanto sulle contromisure, ma proprio sulla causa della malattia degli ulivi. Molti di coloro che sostengono che la Xylella è all'origine del disseccamento spingono per trovare sistemi per liberare le piante senza doverle eradicare. In molti sono schierati contro la normativa UE che prescrive l'abbattimento delle piante malate come misura cautelare per contenere il contagio. Insomma scienza e speculazione non vanno a braccetto come Grillo vorrebbe far credere.

E diversi consiglieri della Regione Puglia hanno firmato una mozione nella quale si legge: "È giunta l’ora in cui una resistenza illuminista si manifesti in ogni dove e con tutte le modalità plausibili in una democrazia. È giunta l'ora in cui tutti assumano la responsabilità di ciò che dicono e scrivono su questo flagello. Non possiamo più assistere, magari divertiti ed inermi, a questo formidabile effluvio di falsità sull’argomento Xylella, dirette in maniera inequivoca a turbare l’ordine pubblico e a compromettere ogni iniziativa di contenimento della pesantissima epidemia che ha colpito i nostri ulivi".

A smentire seccamente Grillo interviene in ultimo anche il ministro delle Politiche Agricole, il leghista Gian Marco Centinaio: «Non è una fake news, a Grillo hanno già risposto i tecnici e chi di dovere, la mia risposta sarà sul campo. La prossima settimana - ha annunciato Centinaio - sarò in Puglia e parlerò con gli assessori e i miei tecnici del Ministero. Qualcosa in testa ce l'ho, ma per evitare polemiche voglio rendermi conto di persona per fare una proposta costruttiva che tuteli la salute ma anche l'agricoltura pugliese».

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