Tiroide: sintomi ed esami per una diagnosi rapida

In Italia sono 6 milioni coloro che hanno una malattia di questa ghiandola. Ecco i sintomi cui prestare attenzione

La prevenzione comincia da piccoli (Credit: http://www.flickr.com/photos/72005145@N00/)

Marta Buonadonna

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"Le malattie della tiroide sono in aumento, ma se diagnosticate nella fase iniziale possono essere trattate con successo". E' questo il riassunto della situazione fatto da Francesco Trimarchi, presidente eletto della Società Italiana di Endocrinologia alla vigilia della Giornata Mondiale della Tiroide, che si celebra sabato con eventi organizzati un po' in ogni parte d'Italia. "Un controllo specialistico e un esame del sangue possono prevenire le importanti complicanze cardiovascolari, ossee e metaboliche che anche una lieve disfunzione tiroidea, se non riconosciuta e adeguatamente trattata, può determinare". 

Incontri divulgativi con la popolazione, screening gratuiti, distribuzione di materiale informativo sulla iodoprofilassi, sulle malattie della tiroide e sul ruolo del sale iodato nella prevenzione sono al centro delle iniziative della Giornata promossa dall'Associazione Italiana della Tiroide, dall'Associazione dei Medici Endocrinologi, dalla Società Italiana di Endocrinologia insieme al Comitato delle Associazioni dei Pazienti Endocrini. 

"La tiroide", spiega Paolo Vitti, segretario generale dell'Associazione Italiana della Tiroide, "è una specie di 'centrale elettrica' del nostro corpo e se qualcosa non funziona in questa ghiandola, non funziona in tutto il corpo, perché controlla il metabolismo e le sue principali funzioni, quali il battito cardiaco, lo sviluppo del sistema nervoso centrale, l'accrescimento corporeo, la pressione arteriosa, il livello di colesterolo, il peso, la forza muscolare, l'acutezza mentale e tante altre cose ancora". Per funzionare bene questa ghiandola così fondamentale ha bisogno di iodio e nei casi di carenza di questo elemento si possono sviluppare una serie di disturbi tra cui il gozzo (aumento di volume della tiroide) e i noduli tiroidei. Questi sono nella stragrande maggioranza benigni, ma in alcuni casi possono segnalare l'insorgenza di un tumore.

Come capire se si ha un problema di tiroide? "Se la malattia", spiega Vitti. "è ipertiroidismo nella donna giovane (le malattie della tiroide colpiscono le donne da 5 a 8 volte più degli uomini n.d.R.) i sintomi saranno abbastanza evidenti: tremori, palpitazioni, ipersudorazione, dimagrimento molto eclatante". Più subdoli e quindi difficili da identificare sono i sintomi del'ipotiroidismo, cioè di un funzionamento della ghiandola a scartamento ridotto. "Si possono verificare aumento del senso di stanchezza, incapacità di fare lavori in cui si richiede velocità mentale, stipsi, senso di gonfiore, sintomi di uno stato ansioso-depressivo, che però sono molto sfumati e che quindi possono confondersi con altro. Ci viene però in aiuto la storia familiare della persona", prosegue l'endocrinologo. "Per esempio la presenza di parenti di primo grado con malattie autoimmuni della tiroide". 

Una volta sorto il sospetto che qualcosa non funzioni a dovere nella ghiandola tiroidea come si fa ad averne conferma? Basta un esame del sangue che dosi il TSH, un ormone prodotto per regolare la tiroide. Si alza quando la tiroide funziona poco e si abbassa quando funziona tanto. E' un dosaggio molto sensibile, soprattutto per l'ipotiroidismo e aiuta a definire bene anche la gravità del problema. Se l'ormone è presente in quantità molto elevate, allora si è affetti da ipotiroidismo. Poi si dosano gli ormoni tiroidei veri e propri: tiroxina e tri-iodotironina, che si abbassano nell'ipotiroidismo e si alzano nell'ipertiroidismo. In caso si avverta la presenza di noduli al tatto, o se ne sospetta la presenza anche se non sono palpabili, una ecografia aiuta a precisare la diagnosi.

"Lo screening ecografico della popolazione adulta rileva che dal 30 al 50% delle persone esaminate presenta noduli tiroidei", racconta Enrico Papini, responsabile scientifico dell'Associazione Medici Endocrinologi. "L'uso del sale iodato, assunto fin dall'infanzia, costituisce la migliore prevenzione dello sviluppo di gozzo e noduli". "La prevenzione è semplice e poco costosa", conclude Trimarchi: "la profilassi iodica costa 1 euro a persona e a spesa sanitaria per diagnosi e cura di malattie prevenibili cosa 6 euro".

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