Scienza

Più che scienza, scemenza

La Terra è piatta, il 5G è cancerogeno, le scie chimiche, non siamo stati mai sulla Luna... ecco smontate le stupidità che impazzano sul web

Terra-piatta

Luca Sciortino

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Pochi aforismi di Ennio Flaiano sono più profetici di questo: «Oggi il cretino è pieno di idee». Perché nell'epoca di Facebook le corbellerie dilagano a tal punto da apparire un'emergenza ben più grave di quella che agitava il filosofo della scienza Karl Popper una trentina di anni fa. Preoccupato che la competizione per la conquista dell'audience potesse produrre contenuti sempre più scadenti suggerì l'istituzione di una patente per chi faceva televisione. Ma oggi il vasto repertorio di sciocchezze travestite da notizie scientifiche, e amplificate a dismisura dai social, appare un disastro di proporzioni ben più preoccupanti. 

Quando un paio di settimane fa si è svolto il primo convegno italiano dei terrapiattisti, quelli convinti che la Terra è piatta (!), i più stentavano a credere che i relatori facessero sul serio. D'altronde, la quota di partecipazione di venti euro faceva sospettare che il raduno fosse un espediente per guadagnare. Purtroppo, nell'era di Internet il ritorno di questa arcaica concezione  della Terra è invece un fenomeno reale. Non solo non si contano le celebrità che hanno aderito al movimento, ma nel solo mondo anglo-americano, la Flat Earth Society, fondata a Londra nel 1956, dopo un lungo periodo di stabilità è cresciuta di più di duecento persone all'anno dal 2009 e la sua pagina Facebook ha raggiunto quasi 212mila "followers".

Secondo i membri di questa società, la Terra avrebbe la forma di un disco al cui centro si trova l'Artico e ai cui bordi si estende l'Antartide. Il giorno e la notte si spiegherebbero con il movimento circolare del sole sopra il piano terrestre, che illuminerebbe diverse porzioni del pianeta nel corso delle ventiquattro ore. Non c'è bisogno di chiamare in causa complicati esperimenti su astronavi per smontare queste tesi. Basta osservare con un binocolo una nave che si allontana dalla costa. Da una decina di chilometri in poi, la vedremo sparire a poco a poco come se sprofondasse nell'acqua, finché sarà visibile solo la parte superiore dell'albero o il comignolo, prima di svanire del tutto. È l'effetto della curvatura della Terra.

Lo avevano già capito i Greci con Pitagora, Archimede e Aristotele e poi Eratostene, il quale nel 240 a.C. aveva stimato la circonferenza della Terra. Senza dimenticare  l'impresa della spedizione di Ferdinando Magellano: quando il 6 Settembre 1522 la Victoria completò la circumnavigazione del globo, dimostrò così che la Terra è una sfera.

Le teorie terrapiattiste sono apparse e riapparse a varie riprese nella storia, ma ciò che contraddistingue la rinascita attuale è una formidabile sfiducia negli esperti, le cui opinioni contano quanto quelle di qualunque altro individuo, come mostrano i recenti dibattiti televisivi tra i terrapiattisti e l'astronauta Umberto Guidoni. E' l'effetto degli algoritmi dei social che, da una parte, quando ingannati con piccoli trucchi, possono procurare immense platee a chiunque diffonda false verità, dall'altra tendono a far comunicare persone che la pensano allo stesso modo, sfavorendo l'apertura alla critica.

Non tutte le fake news scientifiche sono così palesemente false come il terrapiattismo. Altre s'insinuano tra le pieghe di un repertorio di conoscenze che nell'era dello specialismo è sempre più frammentato. Per esempio, sui social circolano  video di conferenze di pseudo-scienziati secondo i quali la nuova generazione di telefonia mobile 5G, che ci consentirà migliori prestazioni sui dispositivi connessi a Internet, sarebbe dannosa per la salute.

Uno di questi propone un fantomatico dispositivo da inserire nel router per proteggere le cellule dalle radiazioni. E' vero che i ripetitori di telefonia cellulare emettono onde radio, cioè onde elettromagnetiche con caratteristiche differenti da quelle della luce visibile. Ma, come spiega Giovanni Comoretto, astrofisico dell'Inaf che studia emissioni provenienti dallo spazio con le stesse caratteristiche di quelle del 5G, « Non ci sono evidenze per un rischio dovuto a onde radio emesse dai ripetitori di telefonia mobile, siano esse del 5G o di tecnologie precedenti. La ragione per la quale lo Iarc, l'agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, classifica le onde radio dei cellulari come "possibile cancerogeno" è una ricerca svedese sull'aumento di tumori cerebrali per gli utilizzatori frequenti dell'uso del cellulare senza auricolare. Ma questa classificazione non riguarda i ripetitori». Anzi, il 5G avrebbe alcuni vantaggi rispetto al 4G:« Non solo l’esposizione per chi usa un telefono diminuirebbe, a causa della maggiore uniformità della rete di ripetitori, ma le nuove frequenze utilizzate verrebbero assorbite in misura minore dal corpo umano».

Poi ci sono i complottisti, per intenderci quelli per i quali l'uomo non è andato mai sulla Luna, le Twin Towers hanno subito una demolizione controllata, Bin Laden è una creazione della Cia e via dicendo. Una delle loro creazioni è divenuta ormai un classico: le scie chimiche. La tesi di fondo è che le strisce bianche lasciate nel cielo dagli aerei sarebbero composte da agenti chimici o biologici. Non c'è accordo tra i complottisti su quale sarebbe lo scopo finale delle scie: chi dice che sia quello di frenare la crescita della popolazione mondiale, chi quello di alterare il clima o di condizionare psicologicamente i cittadini di uno Stato.

Secondo un'indagine effettuata su diversi Paesi, circa il 17 per cento dei cittadini credono nelle scie chimiche e nel corso degli ultimi anni il Governo Italiano ha dovuto rispondere a diverse interrogazioni parlamentari in merito. In realtà, il fenomeno è perfettamente spiegato dal fatto che i motori degli aerei emettono una miscela di vapore e gas di combustione che provoca la condensazione del vapore in atmosfera.

«Esistono anche scie che sono dovute all'espansione dell'aria provocata dal passaggio veloce in una zona molto umida oppure dovute a moti convettivi. Le scie si vedono anche nelle fotografie d'epoca e ciò prova che non sono un fatto nuovo come i complottisti vorrebbero far intendere» aggiunge Comoretto. E poi, dopotutto, basterebbe osservare che nessun aereo può contenere una quantità tale di agenti chimici da rilasciare scie lunghe centinaia di chilometri.

Pier Paolo Pasolini scriveva che se gli stupidi andranno all'inferno uccisi dalla loro stupidità crederanno comunque di essere in paradiso. A dargli ragione sono l'infinità di post che si rifiutano di credere nelle cose più evidenti. Si sostiene che grandi opere come le piramidi, i monumenti preistorici di Stonehenge, le imponenti rovine di Machu Picchu, non possono essere opera di civiltà non tecnologicamente avanzate come la nostra, e quindi ci sarebbe lo zampino di civiltà aliene (!).

Insomma si tratta di una tesi razzista nei confronti dei popoli antichi i quali, a detta di queste persone, non potevano essere capaci di costruire quelle meraviglie. Qui sono gli studi nella storia della scienza a confutare queste tesi: le antiche civiltà possedevano tecniche, abilità, stili di pensiero e perfino algoritmi alcuni dei quali caduti in disuso. Esempi sono le tecniche per sollevare grandi masse e l'uso della geometria per risolvere problemi che oggi definiremmo algebrici. 

A suscitare dubbi e fraintendimenti sono anche le "foto" dallo spazio, dalle tempeste su Titano a quella recente del buco nero. Come spiega Comoretto, «Si tratta di elaborazioni al computer delle onde radio emesse da fenomeni nel cosmo. Rappresentano ciò che vedremmo se i nostri occhi potessero funzionare nelle frequenze delle onde radio anziché sulle frequenze del visibile. A parte questo, sono solo i colori a essere artefatti» . Ma quelli che dubitano di tutto continueranno a non crederci. In fondo, come la filosofia ci insegna, il problema dello scetticismo resta irrisolto.

Che fare allora contro il dilagare delle sciocchezze? «Il sistema scolastico ha spostato il proprio baricentro dal liceo alle scuole di dottorato» dice lo storico della scienza Lucio Russo « bisogna invece difendere la serietà degli studi nella scuola secondaria che dovrebbe insegnare e mostrare all'opera i metodi della scienza, da quello dimostrativo a quello sperimentale». La scuola come prevenzione, insomma, non come cura. È nella natura dell'imbecillità quella di essere incurabile e di manifestarsi. 

 

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