Scienza

Obesità: così la Gran Bretagna vuol dare un taglio alle calorie

Meno 20% entro il 2024 per tagliare di 4,5 miliardi di sterline i costi della sanità

obesità infantile

Marta Buonadonna

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Nel Regno Unito "troppi bambini e la maggior parte degli adulti sono in sovrappeso o obesi, soffrono delle conseguenze del bullismo e della bassa autostima nell'infanzia, di diabete di tipo 2, di malattie cardiache e di alcuni tumori da adulti. Un genitore obeso ha più probabilità di avere un bambino obeso, che a sua volta ha più probabilità di diventare un adulto obeso". Sono queste le considerazioni dalle quali Public Health England, agenzia governativa britannica, prende le mosse per un piano volto a contrastare l'obesità nei bambini e negli adulti.

Un pasto extra

Secondo una stima degli esperti dell'agenzia, i ragazzi e le ragazze sovrappeso e obesi consumerebbero fino a rispettivamente 500 e 290 calorie di troppo ogni giorno. Per capire la gravità del problema basta pensare che per i nutrizionisti 500 calorie sono l'equivalente di un pasto extra. Si qui l'invito all'industria alimentare a ridurre le calorie contenute nei prodotti destinati alle famiglie, soprattutto snack salati, patatine, salse, piatti pronti, del 20% entro il 2024. Pena: rendere pubblici i nomi delle aziende che non sono riuscite nell'impresa esponendole a una sorta di gogna mediatica.

Lo scopo è come sempre in questi casi duplice: migliorare la salute dei cittadini e contestualmente tagliare le spese sanitarie, dal momento che il servizio sanitario britannico, NHS, spende circa 6 miliardi di sterline l'anno (quasi 7 miliardi di euro) per curare le patologie legate all'obesità. Nel corso di un quarto di secolo l'obiettivo è di risparmiare fino a 4,5 miliardi di sterline ed evitare più di 35.000 morti premature, oltre a un ulteriore taglio di 4,5 miliardi di costi di assistenza sociale.

Per raggiungere l'obiettivo l'industria alimentare può seguire diverse strade: cambiare le ricette dei prodotti, ridurre le porzioni o invitare i consumatori ad acquistare prodotti meno calorici. "La semplice verità è che in media dobbiamo mangiare di meno. I bambini e gli adulti mangiano regolarmente troppe calorie ed è il motivo per cui molti sono sovrappeso o obesi", chiosa Duncan Selbie, amministratore delegato di Public Health England.

Per Alison Tedstone, capo nutrizionista di PHE, "È difficile per le persone fare scelte alimentari sane, sia per se stessi che per le proprie famiglie. Ecco perché sfidiamo l'industria alimentare a togliere il 20% delle calorie dagli alimenti di tutti i giorni, partendo dal buon lavoro svolto sul sale e dai promettenti annunci sullo zucchero".

Aiutare le famiglie a mangiare meglio

L'obiettivo di riduzione del 20% è infatti il risultato dell'analisi dei nuovi dati sul consumo di calorie, dell'esperienza dei programmi di riduzione dello zucchero e del sale e di numerosi incontri con l'industria alimentare e le parti interessate.

Prendiamo ad esempio la recente campagna One You, che ha l'obiettivo di aiutare le persone a essere più consapevoli delle calorie quando sono fuori casa con il semplice consiglio 400-600-600. Ovvero puntare a consumare 400 calorie a colazione e 600 a pranzo e cena. Le principali catene della ristorazione, inclusi McDonald's, Subway e Starbucks, paiono intenzionate a collaborare con PHE per il buon esito della campagna, segnalando i pasti che soddisfano il suggerimento 400-600-600.

Public Health England aveva cominciato il 2018 esortando i genitori a limitare a due snack dolci al giorno le merende dei propri figli, per un totale di non più di 100 calorie ciascuno. Secondo gli esperti di PHE, gli sforzi per la riduzione di zuccheri e calorie, insieme alla tassa sulle bevande zuccherate che dovrebbe partire il prossimo mese, incideranno per il 50% dell'assunzione totale di calorie da parte dei bambini.

In Italia trend positivo

Per quanto riguarda il nostro paese, i dati più recenti risalgono al maggio scorso e sono incoraggianti perché fanno registrare una diminuzione del numero di bambini sovrappeso o obesi, anche se il quadro rimane negativo. "L'obesità è diventata uno dei maggiori problemi di sanità pubblica in Italia", ha dichiarato in occasione della presentazione dei dati dell'Osservatorio Okkio alla Salute Walter Ricciardi, Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità.

L'indagine coordinata dall'ISS mostrava un calo nella percentuale di bambini obesi di età compresa tra i 6 e i 10 anni dal 12% del 2008/09 al 9,3% del 2016, mentre i bambini in sovrappeso sono passati dal 23,2% del 2008/9 al 21,3% del 2016.

"La diminuzione del tasso di obesità nei bambini è un segno che le politiche sanitarie messe in atto cominciano a dare i primi risultati ed è contemporaneamente il segnale che dobbiamo concentrare maggiormente gli sforzi in questa direzione. Tuttavia ?" proseguiva Ricciardi - resta molto da fare, soprattutto nella promozione della consapevolezza sui corretti stili di vita. I genitori devono fare la loro parte: infatti, questi dati ci dicono che circa il 40% delle madri di bambini in sovrappeso o obesi ritiene che il peso del proprio figlio sia nella norma".

Per saperne di più

  • Salute: -13% bimbi obesi, ma Italia ancora fanalino di coda in Ue
  • Nel mondo 2 miliardi di eprsone obese e in sovrappeso, 4 milioni di morti l'anno
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