Scienza

Mammiferi: perché sono molti di più di quel che pensavamo

Negli ultimi 12 anni individuate oltre 1000 nuove specie

cani e gatti

Marta Buonadonna

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La preoccupazione principale che gli scienziati nutrono per la biodiversità consiste nel fatto che essa è minacciata dalle attività umane, dall'inquinamento, dalla scomparsa degli habitat un po' ovunque nel mondo. Risulta perciò sorprendente il fatto che, a fronte di un'emergenza reale e della continua scomparsa di specie, continuiamo anche a scoprirne di nuove. Questo non vuol dire che esistessero specie nascoste di cui ignoravamo l'esistenza, ma che abbiamo imparato a conoscere meglio quelle che sono sotto i nostri occhi. 

Il catalogo dei viventi si arricchisce

Il nostro pianeta ospita 6.399 specie distinte di mammiferi, mentre altre 96 si sono estinte negli ultimi 500 anni. Sono le cifre che emergono da un nuovo studio sulla diversità dei mammiferi presentato sul prestigioso Journal of Mammology, della Oxford University Press. Questo numero è quasi il 20% più alto rispetto alla precedente cifra conosciuta di 5.416 specie di mammiferi aggiornata nel 2005, e rappresenta un salto ancora più grosso rispetto alle 4.631 specie conosciute nel 1993.

Lo studio evidenzia che oltre 1000 nuove specie di mammiferi sono state descritte a livello mondiale negli ultimi dodici anni, un risultato che contraddice l'idea che i nostri parenti mammiferi siano ben conosciuti. Questa ricchezza di specie, che regge il confronto con quella degli anfibi, è stata resa riconoscibile dai progressi nei metodi di analisi del DNA e nell'esplorazione sul campo.

Mettere ordine

Non si tratta insomma necessariamente della scoperta di animali sconosciuti, avvistati per la prima volta, bensì nella maggior parte dei casi di un nuovo modo di catalogare mammiferi già noti, grazie alla scoperta di caratteristiche che li rendono diversi da quelli ai quali erano stati accomunati in precedenza. Se prima si pensava che le specie strettamente correlate che si somigliavano l'una all'altra fossero la stessa cosa, nuovi studi genetici hanno mostrato che erano diverse.

La tabella aggiornata riporta 1.251 riconoscimenti di nuove specie, con un tasso globale a lungo termine di circa 25 specie riconosciute ogni anno. La regione con maggiore densità di specie è quella neotropicale (America centrale, Caraibi e Sud America), seguita da vicino da regioni tropicali di Africa, Asia, e Indo-Pacifico.

Una banca dati democratica

Il nuovo elenco di tutte le specie di mammiferi viventi è ora pubblicamente accessibile nel Mammal Diversity Database, un sito web finanziato dall'American Society of Mammalogists e dalla National Science Foundation che cerca di continuare ad aggiornare i dati sulle specie dei mammiferi per riflettere le ricerche appena pubblicate.

"Gran parte di ciò che intendiamo fare è centralizzare le informazioni conosciute sulla diversità delle specie di mammiferi e quindi democratizzare l'accesso a studiarle", ha detto Nathan Upham, autore anziano dello studio e ricercatore post-dottorato presso la Yale University.

Recuperare il tempo perduto

Gli sforzi ora si concentrano sul collegamento digitale dei nomi delle specie alle loro descrizioni originali e alle popolazioni geografiche, con l'obiettivo di stabilire cronologie più accessibili del cambiamento tassonomico. Il gruppo spera di modellare il database sulle tassonomie in tempo reale già online per anfibi, uccelli, rettili e pesci.

"La registrazione della tassonomia dei mammiferi è rimasta indietro rispetto a quella di altri gruppi, il che è sorprendente data la loro rilevanza come modelli per la malattia e le origini umane", ha dichiarato Upham. Che conclude dicendo che la tassonomia è "il linguaggio essenziale con cui i ricercatori comunicano attraverso il tempo per studiare la diversità biologica". Il database non può considerarsi un compendio definitivo, ma una storia che continuerà a essere aggiornata man mano che nuove scoperte spingeranno a modificare il registro dei viventi.

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