Scienza

Malaria, come funziona il nuovo farmaco

La Food and Drug Administration Usa ha approvato un nuovo medicinale per combattere le recidive malariche

FDA ha approvato un nuovo farmaco contro le recidive della malaria

Barbara Massaro

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Va a trovare quel parassita che può rimanere nascosto e latente nel fegato per un periodo che può arrivare a tre anni e lo neutralizza con una sola dose di farmaco. Funziona così il Krintafel, il nuovo farmaco contro la malaria recidiva prodotto dal colosso statunitense GSK appena approvato dalla Food and Drug Administration, l'ente Usa che boccia o promuove i medicinali.

Si tratta della prima volta da 60 anni a questa parte che viene introdotto un nuovo farmaco per curare una malattia che nell'Africa Sub-sahariana uccide un bambino ogni due minuti. 

Ogni anno si ammalano di malaria 8,5 milioni di persone e una delle forme più insidiose e difficili da debellare di questa malattia potenzialmente mortale è proprio quella recidiva che debilita il fisico riproponendo la malattia a più riprese nel tempo.

Come funziona la malaria recidiva

Il parassita responsabile della malaria recidiva si chiama Plasmodium vivax e si nasconde nel fegato rimanendo inattivo per settimane o mesi riproponendo la malattia più volte nel corso degli anni. Il problema è che una puntura di zanzara su un soggetto che cela il Plasmodium vivax torna a diffondere il contagio che così si espande a macchia d'olio.

I farmaci fino a oggi sul mercato permettevano di sconfiggere il parassita dopo trattamenti di diverse settimane, ma spesso i malati, una volta che stavano meglio, smettevano di prendere il farmaco rimanendo portatori del parassita. 

Lo studio che ha portato alla messa a punto del Krintafel è durato anni e si basa sull'uso del principio attivo del tafenoquina che agisce in maniera rapida e definitiva con un solo trattamento.

Gli effetti collaterali

Non mancano, però, gli effetti collaterali soprattutto per soggetti che hanno determinate carenze ematiche. Per capirlo sarebbe fondamentale poter eseguire esami diagnostici che, però, specie in alcune zone dell'Africa, non è così semplice poter effettuale. Questo potrebbe rappresentare un ostacolo per la diffusione del farmaco anche se i ricercatori si dicono ottimisti sulla possibilità di migliorare ulteriormente la formula e arginare gli eventuali effetti collaterali.

Prima che, inoltre, il Krintafel possa essere immesso sul mercato il farmaco dovrà essere valutato dalle autorità dei paesi a maggior rischio di contagio.

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