Scienza

E-Cig e adolescenti: relazioni pericolose

Due studi sui teenager individuano il rischio del passaggio al fumo tradizionale e la presenza di composti cancerogeni

e-cig

Marta Buonadonna

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Tra i ragazzi di età compresa tra i 12 e i 17 anni che hanno fatto qualche esperienza di fumo tradizionale senza però essere veri fumatori, coloro che hanno provato le sigarette elettroniche hanno più probabilità di passare definitivamente a quelle tradizionali rispetto ai coetanei che non hanno mai svapato.

Da svapatori a fumatori

Questo è in estrema sintesi il risultato di uno studio, pubblicato sulla rivista Pediatrics. In pratica questo significa che la sigaretta elettronica, lungi dal rappresentare un diversivo meno nocivo, incoraggerebbe i ragazzi a passare al fumo di tabacco, proprio quello per arginare il quale questi prodotti erano nati.

Non è una buona notizia, specialmente visto il successo crescente che questi prodotti stanno conoscendo tra i giovani e anche i giovanissimi. Il peggio però deve ancora venire. E lo si scopre leggendo le conclusioni di un altro studio, pubblicato sul numero successivo della stessa rivista, disponibile in anticipo sul sito. Da quest'altro lavoro è emerso che gli additivi aggiunti a molte tipologie di sigarette elettroniche sarebbero responsabili di alti livelli di alcune sostanze chimiche cancerogene riscontrati in misura maggiore in adolescenti che svapavano rispetto ai fumatori di sigarette e ai non fumatori.

Aromi sotto accusa

L'analisi di campioni di saliva e di urina di oltre 100 adolescenti con un'età media di 16 anni e mezzo divisi in tre gruppi (svapatori, doppi utilizzatori di sigarette sia tradizionali sia elettroniche e il gruppo di controllo formato da ragazzi che non avevano mai provato né le une né le altre), ha permesso di stabilire che la presenza di sostanze come acrilonitrile, acroleina, ossido di propilene, acrilammide e crotonaldeide era significativamente maggiore nei consumatori di e-cig rispetto agli altri due gruppi.

Gli autori concludono che, nonostante il vapore delle sigarette elettroniche possa essere meno pericoloso rispetto al fumo di tabacco, l'idea che svapare sia sicuro e non faccia male va rimessa in discussione, perché molti dei composti volatili identificati negli svapatori sono in effetti cancerogeni.

"Tra i nostri partecipanti che consumano solo sigarette elettroniche?, spiegano gli autori, ?l'uso di prodotti con aromi alla frutta ha prodotto livelli significativamente più alti dei metaboliti dell'acrilonitrile", un composto altamente velenoso ampiamente impiegato nella produzione di materie plastiche, adesivi e gomma sintetica. Era presente a tassi più elevati anche l'acroleina, considerata tossica per gli esseri umani a seguito di inalazione, esposizione orale o cutanea.

Pericoli nascosti

I risultati dei due studi concorrono a formare un quadro piuttosto preoccupante perché, diversamente dagli adulti, che dichiarano di passare alle sigarette elettroniche per abbandonare quelle tradizionali, con la speranza, si suppone, di smettere poi definitivamente anche con le e-cig, i giovanissimi sono attratti dalle sigarette elettroniche di per sé, e a renderle ancora più appetibili sono proprio quei dolci aromi alla frutta responsabili della presenza di sostanze cancerogene.

Il problema è che i produttori dei liquidi per e-cig non dichiarano la presenza di nessuna delle sostanze di cui sono stati rinvenuti i metaboliti nella saliva e nell'urina dei partecipanti. Vanno tutte sotto la generica definizione di ?aromi?, che certo non ne lascia presagire la potenziale pericolosità. I messaggi rivolti agli adolescenti, concludono i ricercatori, dovrebbero includere avvertenze sul possibile rischio legato all'esposizione tossica a composti cancerogeni generati da questi prodotti.

Per saperne di più

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